[Voice: boccaccio]
Lidia moglie di Nicostrato ama Pirro: il quale, acciò che credere il
possa, le chiede tre cose le quali ella gli fa tutte; e oltre a questo
in presenza di Nicostrato si sollazza con lui e a Nicostrato fa credere che
non sia vero quello che ha veduto.
[Voice: boccaccio]
Tanto era piaciuta la novella di Neifile, che né di
ridere né di ragionar di quella si potevano le donne tenere,
quantunque il re
piú volte silenzio loro avesse imposto, avendo comandato a
Panfilo che la sua
dicesse: ma pur poi che tacquero, cosí Panfilo incominciò:
[Voice: panfilo]
Io non credo, reverende donne, che niuna
cosa sia, quantunque sia grave edubbiosa, che a far non ardisca chi
ferventemente ama; la qual cosa, quantunque in assai novelle sia stato
dimostrato, nondimeno io il mi credo molto piú con una che
dirvi intendo mostrare, dove udirete d'una donna alla quale nelle sue
opere fu troppo piú favorevole la fortuna che la ragione
avveduta. E per ciò non consiglierei
io alcuna che dietro alle pedate di colei, di cui dire intendo,
s'arrischiasse d'andare, per ciò che non sempre è la
fortuna disposta, né sono al mondo tutti gli uomini abbagliati
igualmente.
[Voice: panfilo]
In Argo, antichissima città d'Acaia, per li
suoi passati re molto piú famosa che grande, fu già uno
nobile uomo il quale appellato fu Nicostrato, a cui già vicino alla
vecchiezza la fortuna concedette per moglie una gran donna non meno
ardita che bella, detta per nome Lidia. Teneva
costui, sí come nobile uomo e ricco, molta famiglia e cani e
uccegli, e grandissimo diletto prendea nelle cacce; e aveva tra gli
altri suoi famigliari un giovinetto leggiadro e addorno e bello della
persona e destro a qualunque cosa avesse voluta fare, chiamato Pirro, il quale Nicostrato oltre a ogn'altro
amava e piú di lui si fidava. Di
costui Lidia
s'innamorò forte, tanto che né dí né notte
che in altra parte che con lui aver poteva il pensiere: del quale
amore o che Pirro non
s'avvedesse o non volesse niente mostrava se ne curasse; di che la donna intollerabile noia
portava all'animo.
[Voice: panfilo]
E disposta del tutto di fargliele
sentire, chiamò a sé una sua cameriera nomata Lusca, della quale ella si
confidava molto, e sí le disse: "Lusca, li benefici li quali tu
hai da me ricevuti ti debbono fare obediente e fedele: e per
ciò guarda che quello che io al presente ti dirò niuna
persona senta già mai se non colui al quale da me ti fia
imposto. Come tu vedi, Lusca, io son giovane e fresca donna e piena e
copiosa di tutte quelle cose che alcuna può disiderare, e
brievemente fuor che d'una non mi posso ramaricare: e questa è
che gli anni del mio marito son troppi se co' miei si misurano, per la
qual cosa di quello che le giovani donne prendono piú piacere
io vivo poco contenta. E pur come l'altre
disiderandolo, è buona pezza che io diliberai meco di non
volere, se la fortuna m'è stata poco amica in darmi cosí
vecchio marito, essere io nimica di me medesima in non saper trovar
modo a' miei diletti e alla mia salute. E
per avergli cosí compiuti in questo come nell'altre cose, ho
per partito preso di volere, sí come di ciò piú
degno che alcun altro, che il nostro Pirro co' suoi abbracciamenti gli supplisca, e
ho tanto amore in lui posto, che io non sento mai bene se non tanto
quanto io il veggio o di lui penso: e se io senza indugio non mi
ritruovo seco per certo io me ne credo morire. E per ciò, se la mia vita t'è cara, per
quel modo che miglior ti parrà, il mio amore gli significherai
e sí 'l pregherrai da mia parte che gli piaccia di venire a me
quando tu per lui andrai".
[Voice: panfilo]
La
cameriera disse che volentieri; e come prima tempo e luogo le
parve, tratto Pirro da
parte, quanto seppe il meglio l'ambasciata gli fece della sua
donna. La qual cosa udendo Pirro, si maravigliò forte, sí
come colui che mai d'alcuna cosa avveduto non se n'era, e
dubitò non la donna
ciò facesse dirgli per tentarlo; per che subito e ruvidamente
rispose: "Lusca, io non posso credere che queste parole
vengano della mia donna, e per ciò guarda quel che tu parli; e
se pure da lei venissero, non credo che con l'animo dir te le faccia;
e se pur con l'animo dir le facesse, il mio signore mi fa piú
onore che io non vaglio, io non farei a lui sí fatto oltraggio
per la vita mia; e però guarda che tu piú di sí
fatte cose non mi ragioni".
[Voice: panfilo]
La Lusca, non sbigottita per lo suo rigido
parlare, gli disse: - Pirro, e di queste e d'ogn'altra cosa che la
mia donna m'imporrà ti parlerò io quante volte ella il
mi comanderà, o piacere o noia ch'egli ti debbia essere; ma tu
se' una bestia.
[Voice: panfilo]
E turbatetta con le parole di Pirro se ne tornò alla donna, la quale udendole
disiderò di morire, e dopo alcun giorno riparlò alla cameriera e disse: - Lusca, tu
sai che per lo primo colpo non cade la quercia; per che a me pare che
tu da capo ritorni a colui che in mio pregiudicio nuovamente vuol
divenir leale, e, prendendo tempo convenevole, gli mostra interamente
il mio ardore e in tutto t'ingegna di far che la cosa abbia effetto;
però che, se cosí s'intralasciasse, io ne morrei ed egli
si crederebbe esser stato tentato; e dove il suo amor cerchiamo, ne
seguirebbe odio.
[Voice: panfilo]
la
cameriera confortò la donna, e cercato di Pirro, il trovò lieto e ben disposto e
sí gli disse: "Pirro, io ti mostrai pochi dí sono in
quanto fuoco la tua donna e
mia stea per l'amor che ella ti porta, e ora da capo te ne
rifò certo, che, dove tu in su la durezza che l'altrieri
dimostrasti dimori, vivi sicuro che ella viverà poco. Per che
io ti priego che ti piaccia di consolarla del suo disiderio; e dove tu
pure in su la tua obstinazione stessi duro, là dove io per
molto savio t'aveva, io t'avrò per uno scioccone. Che gloria ti può egli essere che una
cosí fatta donna, cosí bella, cosí gentile te
sopra ogni altra cosa ami! Appresso questo,
quanto ti puo' tu conoscere alla fortuna obligato, pensando che ella
t'abbia parata dinanzi cosí fatta cosa e a' disideri della tua
giovanezza atta e ancora un cosí fatto rifugio a' tuoi bisogni!
Qual tuo pari conosci tu che per via di
diletto meglio stea che starai tu, se tu sarai savio? quale altro
troverrai tu che in arme, in cavalli, in robe e in denari possa star
come tu starai, volendo il tuo amor concedere a costei? Apri adunque l'animo alle mie parole e in te ritorna:
ricordati che una volta senza piú suole avvenire che la fortuna
si fa altrui incontro col viso lieto e col grembo aperto; la quale chi
allora non sa ricevere, poi trovandosi povero e mendico, di sé
e non di lei s'ha a ramaricare. E oltre a
questo non si vuol quella lealtà tra servidori usare e signori,
che tra gli amici e par si conviene; anzi gli deono cosí i
servidori trattare, in quel che possono, come essi da loro trattati
sono. Speri tu, se tu avessi o bella moglie
o madre o figliuola o sorella che a Nicostrato piacesse, che egli andasse la
lealtà ritrovando che tu servar vuoi a lui della sua donna?
Sciocco se' se tu 'l credi: abbi di certo,
se le lusinghe e' prieghi non bastassono, che che ne dovesse a te
parere, e' vi si adoperrebbe la forza. Trattiamo adunque loro e le lor cose come essi noi e le
nostre trattano. Usa il beneficio della fortuna: non la cacciare,
falleti incontro e lei vegnente ricevi, ché per certo, se tu
nol fai, lasciamo stare la morte la qual senza fallo alla tua donna ne
seguirà, ma tu ancora te ne penterai tante volte, che tu ne
vorrai morire".
[Voice: panfilo]
Pirro, il qual piú fiate sopra le parole
che la Lusca dette gli avea
ripensato, per partito avea preso che, se ella a lui ritornasse, di
fare altra risposta e del tutto recarsi a compiacere alla donna, dove certificar si potesse
che tentato non fosse; e per ciò rispuose: "Vedi, Lusca, tutte le cose che tu mi di' io le
conosco vere: ma io conosco d'altra parte il mio signore molto savio e
molto avveduto, e ponendomi tutti i suoi fatti in mano, io temo forte
che Lidia con consiglio e
voler di lui questo non faccia per dovermi tentare; e per ciò, dove tre cose che io domanderò
voglia fare a chiarezza di me, per certo niuna cosa mi
comanderà poi che io prestamente non faccia. E quelle tre cose che io voglio son queste:
primieramente che in presenzia di Nicostrato ella uccida il suo buono
sparviere, appresso che ella mi mandi una ciocchetta della barba di
Nicostrato, e
ultimamente un dente di quegli di lui medesimo, de' migliori".
[Voice: panfilo]
Queste cose parvono alla Lusca gravi e alla donna gravissime: ma pure Amore, che è buono
confortatore e gran maestro di consigli, le fece diliberar di farlo, e
per la sua cameriera gli
mandò dicendo che quello che egli aveva addimandato pienamente
farebbe, e tosto; e oltre a ciò, per ciò che egli
cosí savio reputava Nicostrato, disse che in presenzia di lui
con Pirro si sollazzerebbe
e a Nicostrato farebbe
credere che ciò non fosse vero.
[Voice: panfilo]
Pirro adunque cominciò a aspettare
quello che far dovesse la gentil
donna; la quale, avendo ivi a pochi dí Nicostrato dato un gran
desinare, sí come usava spesse volte di fare, a certi gentili
uomini e essendo già levate le tavole, vestita d'uno sciamito
verde e ornato molto e uscita della sua camera, in quella sala venne
dove costoro erano, e veggente Pirro e ciascuno altro, se n'andò alla
stanga sopra la quale lo sparviere era cotanto da Nicostrato tenuto caro, e scioltolo quasi
in mano sel volesse levare e presolo per li geti al muro il percosse e
ucciselo.
[Voice: panfilo]
E gridando verso lei Nicostrato: "Ohimè, donna, che hai tu fatto?" niente a lui
rispose, ma rivolta a' gentili uomini che con lui avevan
mangiato disse: "Signori, mal prenderei vendetta d'un re
che mi facesse dispetto se d'uno sparviere non avessi ardir di
pigliarla. Voi dovete sapere che questo
uccello tutto il tempo da dovere esser prestato dagli uomini al piacer
delle donne lungamente m'ha tolto; per ciò che, sí come
l'aurora suole apparire, cosí Nicostrato s'è levato e salito a
cavallo col suo sparviere in mano n'è andato alle pianure
aperte a vederlo volare; e io, qual voi mi vedete, sola e malcontenta
nel letto mi son rimasa; per la qual cosa ho
piú volte avuta voglia di far ciò che io ho ora fatto,
né altra cagione m'ha di ciò ritenuta se non l'aspettar
di farlo in presenzia d'uomini che giusti giudici sieno alla mia
querela, sí come io credo che voi sarete".
[Voice: panfilo]
I gentili uomini che l'udivano, credendo
non altramenti esser fatta la sua affezione a Nicostrato che sonasser le parole, ridendo
ciascuno e verso Nicostrato rivolti, che turbato era,
cominciarono a dire: "Deh! come la donna ha ben fatto a vendicar
la sua ingiuria con la morte dello sparviere!" e con diversi motti
sopra cosí fatta materia, essendosi già la donna in camera ritornata, in
riso rivolsero il cruccio di Nicostrato.
[Voice: panfilo]
Pirro, veduto questo, seco medesimo disse: "Alti principii ha dati la donna a' miei felici amori: faccia Idio che
ella perseveri!"
[Voice: panfilo]
Ucciso adunque da Lidia lo sparviere, non trapassar molti giorni
che, essendo ella nella sua camera insieme con Nicostrato, faccendogli carezze con lui
incominciò a cianciare, e egli per sollazzo alquanto tiratala
per li capelli le diè cagione di mandare a effetto la seconda
cosa a lei domandata da Pirro: e prestamente lui per un picciolo
lucignoletto preso della sua barba e ridendo, sí forte il
tirò, che tutto dal mento gliele divelse. Di che ramaricandosi Nicostrato, ella disse: "Or
che avesti, che fai cotal viso per ciò che io t'ho tratti forse
sei peli della barba? Tu non sentivi quel ch'io, quando tu mi tiravi
testeso i capelli!"E cosí d'una
parola in un'altra continuando il lor sollazzo, la donna cautamente guardò la ciocca
della barba che tratta gli avea e il dí medesimo la
mandò al suo caro amante.
[Voice: panfilo]
Della terza cosa entrò la donna in piú pensiero;
ma pur, sí come quella che era d'alto ingegno e amor la faceva
vie piú, s'ebbe pensato che modo tener dovesse a darle
compimento. E avendo Nicostrato due fanciulli datigli da' padri loro
acciò che in casa sua, però che gentili uomini erano,
apparassono alcun costume, de' quali quando Nicostrato mangiava l'uno gli tagliava
innanzi e l'altro gli dava bere, fattigli chiamare ammenduni fece lor
vedere che la bocca putiva loro e ammaestrogli che, quando a Nicostrato servissono,
tirassono il capo indietro il piú che potessono né
questo mai dicessono a persona. I
giovinetti, credendole, cominciarono a tener quella maniera che la donna aveva lor mostrata; per
che ella una volta domandò Nicostrato: "Se'ti tu
accorto di ciò che questi fanciulli fanno quando ti
servono?"
[Voice: panfilo]
Disse Nicostrato: "Mai
sí, anzi gli ho io voluti domandare perché il
facciano".
[Voice: panfilo]
A cui la donna disse: "Non fare,
ché io il ti so dire io, e holti buona pezza taciuto per non
fartene noia: ma ora che io m'accorgo che altri comincia a
avvedersene, non è piú da celarloti. Questo non t'avien per altro se non che la bocca ti
pute fieramente, e non so qual si sia la cagione per ciò che
ciò non soleva essere; e questa è bruttissima cosa
avendo tu a usare co' gentili uomini, e per ciò si vorrebbe
veder modo da curarla".
[Voice: panfilo]
Disse allora Nicostrato: "Che
potrebbe ciò essere? avrei io in bocca dente niuno
guasto?"
[Voice: panfilo]
A cui Lidia disse: "Forse che
sí"; e menatolo a una finestra, gli fece aprire la bocca, e
poscia che ella ebbe d'una parte e d'altra riguardato disse:
"O Nicostrato, e come il puoi tu tanto aver
patito? Tu n'hai uno da questa parte il quale, per quello che mi paia,
non solamente è magagnato ma egli è tutto fracido, e
fermamente, se tu il terrai guari in bocca, egli guasterà
quegli che son dallato: per che io ti consiglierei che tu il ne
cacciassi fuori prima che l'opera andasse piú innanzi".
[Voice: panfilo]
Disse allora Nicostrato: "Da poi che egli
ti pare, e egli mi piace: mandisi senza piú indugio per uno
maestro il qual mel tragga".
[Voice: panfilo]
Al quale la donna disse: "Non piaccia a
Dio che qui per questo venga maestro: e' mi pare che egli stea in
maniera che senza alcun maestro io medesima tel trarrò
ottimamente. E d'altra parte questi maestri
son sí crudeli a far questi servigi, che il cuore nol mi
patirebbe per niuna maniera di vederti o di sentirti tralle mani a
niuno; e per ciò del tutto io voglio fare io medesima,
ché almeno, se egli ti dorrà troppo, ti lascerò
io incontanente: quello che il maestro non farebbe".
[Voice: panfilo]
Fattisi adunque venire i ferri da tal
servigio e mandato fuori della camera ogni persona, solamente seco la
Lusca ritenne; e dentro
serratesi, fecero distender Nicostrato sopra un desco, e messegli le
tanaglie in bocca e preso uno de' denti suoi, quantunque egli forte
per dolor gridasse, tenuto fermamente dall'una, fu dall'altra per viva
forza un dente tirato fuori; e quel
serbatosi e presone un altro il quale sconciamente magagnato Lidia aveva in mano, a lui
doloroso e quasi mezzo morto il mostrarono, dicendo: "Vedi quello che tu hai tenuto in bocca già è
cotanto". Egli credendoselo, quantunque
gravissima pena sostenuta avesse e molto se ne ramaricasse, pur, poi
che fuor n'era, gli parve esser guerito: e con una cosa e con altra
riconfortato, essendo la pena alleviata, s'uscí della camera.
La
donna, preso il dente, tantosto al suo amante il mandò; il quale già
certo del suo amore sé a ogni suo piacere offerse
apparecchiato.
[Voice: panfilo]
La
donna, disiderosa di farlo piú sicuro e parendole ancora
ogni ora mille che con lui fosse, volendo quello che profferto gli
avea attenergli, fatto sembiante d'essere inferma e essendo un
dí appresso mangiare da Nicostrato visitata, non veggendo con lui
altro che Pirro, il
pregò per alleggiamento della sua noia che aiutar la dovessero
a andare infino nel giardino. Per che Nicostrato dall'un de' lati e Pirro dall'altro presala, nel
giardin la
portarono e in un pratello a piè d'un bel pero la posarono:
dove stati alquanto sedendosi, disse la donna, che già avea fatto informar
Pirro di ciò che
avesse a fare: "Pirro, io ho gran disidero d'avere di quelle
pere, e però montavi suso e gittane giú
alquante".
[Voice: panfilo]
Pirro, prestamente salitovi, cominciò a
gittar giú delle pere: e mentre le gittava cominciò a
dire: "Eh, messere, che è ciò che voi
fate? e voi, madonna, come
non vi vergognate di sofferirlo in mia presenza? credete voi che io
sia cieco? Voi eravate pur testé cosí forte malata:
come siete voi sí tosto guerita, che voi facciate tai cose? le
quali se pur far volete, voi avete tante belle camere: perché
non in alcuna di quelle a far queste cose ve n'andate? e sarà
piú onesto che farlo in mia presenza!"
[Voice: panfilo]
La
donna rivolta al marito disse: "Che dice Pirro? farnetica egli?"
[Voice: panfilo]
Disse allora Pirro: "Non farnetico no,
madonna: non credete voi che io veggia?"
[Voice: panfilo]
Nicostrato si maravigliava forte, e disse:
"Pirro,
veramente io credo che tu sogni".
[Voice: panfilo]
Al quale Pirro rispose: "Signor mio, non sogno
né mica, né voi anche non sognate, anzi vi dimenate ben
sí, che se cosí si dimenasse questo pero, egli non ce ne
rimarrebbe su niuna".
[Voice: panfilo]
Disse la donna allora: "Che può
questo essere? potrebbe egli esser vero che gli paresse vero
ciò ch'e' dice? Se Dio mi salvi, se io fossi sana come io fui
già, che io vi sarrei suso per vedere che maraviglie sieno
queste che costui dice che vede".
[Voice: panfilo]
Pirro di 'n sul pero pur diceva e continuava
queste novelle; al quale Nicostrato disse: "Scendi giú", e egli scese; a cui egli
disse: "Che di' tu che vedi?"
[Voice: panfilo]
Disse Pirro: "Io credo che voi
m'abbiate per ismemorato o per trasognato: vedeva voi addosso alla
donna vostra, poi pur dir
mel conviene; e poi discendendo, io vi vidi levare e porvi
costí dove voi siete a sedere".
[Voice: panfilo]
"Fermamente" disse
Nicostrato"eri tu
in questo smemorato, ché noi non ci siamo, poi che in sul pero
salisti, punto mossi se non come tu vedi".
[Voice: panfilo]
Al quale Pirro disse: "Perché ne
facciam noi quistione? Io vi pur vidi; e se io vi vidi, io vi vidi in
sul vostro".
[Voice: panfilo]
Nicostrato piú ognora si
maravigliava, tanto che egli disse: "Ben vo' vedere
se questo pero è incantato e che chi v'è su vegga le
maraviglie!" e montovvi sú; sopra il quale come egli fu,
la donna insieme con Pirro s'incominciarono a
sollazzare; il che Nicostrato veggendo cominciò a
gridare: "Ahi rea femina, che è quel che tu fai? e tu,
Pirro, di cui io piú
mi fidava?" e cosí dicendo cominciò a scender del
pero.
[Voice: panfilo]
La
donna e Pirro
dicevan: "Noi ci seggiamo"; e lui veggendo
discendere a seder si tornarono in quella guisa che lasciati gli
avea. Come Nicostrato
fu giú e vide costoro dove lasciati gli avea, cosí lor
cominciò a dir villania.
[Voice: panfilo]
Al quale Pirro disse: "Nicostrato, ora veramente confesso io che,
come voi diciavate davanti, che io falsamente vedessi mentre fui sopra
il pero; né a altro il conosco se non a questo, che io veggio e
so che voi falsamente avete veduto. E che io dica il vero, niun'altra
cosa vel mostri, se non l'aver riguardo e pensare a che ora la vostra
donna, la quale è onestissima e piú savia che altra,
volendo di tal cosa farvi oltraggio, si recherebbe a farlo davanti
agli occhi vostri; di me non vo' dire, che mi lascerei prima squartare
che io il pur pensassi, non che io il venissi a fare in vostra
presenzia. Per che di certo la magagna di
questo trasvedere dee procedere del pero; per ciò che tutto il
mondo non m'avrebbe fatto discredere che voi qui non foste con la
vostra donna carnalmente
giaciuto, se io non udissi dire a voi che egli vi fosse paruto che io
facessi quello che io so certissimamente che io non pensai, non che io
facessi mai".
[Voice: panfilo]
La
donna appresso, che quasi tutta turbata s'era levata in
piè, cominciò a dire: "Sia con la mala
ventura, se tu m'hai per sí poco sentita, che, se io volessi
attendere a queste tristezze che tu di' che vedevi, io le venissi a
fare dinanzi agli occhi tuoi. Sii certo di
questo, che, qualora volontà me ne venisse, io non verrei qui,
anzi mi crederei sapere essere in una delle nostre camere in guisa e
in maniera che gran cosa mi parrebbe che tu il risapessi già
mai".
[Voice: panfilo]
Nicostrato, al quale vero parea ciò
che dicea l'uno e l'altro, che essi quivi dinanzi a lui mai a tale
atto non si dovessero esser condotti, lasciate stare le parole e le
riprensioni di tal maniera, cominciò a ragionare della
novità del fatto e del miracolo della vista che cosí si
cambiava a chi sú vi montava.
[Voice: panfilo]
Ma la
donna, che della oppinione che Nicostrato mostrava d'avere avuta di lei
si mostrava turbata, disse: "Veramente questo pero non
ne farà mai piú niuna, né a me né a altra
donna, di queste vergogne, se io potrò; e per ciò, Pirro, corri e va e reca una scure e a un'ora
te e me vendica tagliandolo, come che molto meglio sarebbe a dar con
essa in capo a Nicostrato, il quale senza considerazione
alcuna cosí tosto si lasciò abbagliar gli occhi dello
'ntelletto: ché, quantunque a quegli che tu hai in testa
paresse ciò che tu di', per niuna cosa dovevi nel giudicio
della tua mente comprendere o consentir che ciò fosse".
[Voice: panfilo]
Pirro prestissimo andò per la scure e
tagliò il pero: il quale come la donna vide caduto, disse verso Nicostrato: "Poscia che io veggio abbattuto il nemico della mia
onestà, la mia ira è ita via"; e a Nicostrato, che di
ciò la pregava, benignamente perdonò, imponendogli che
piú non gli avvenisse di presummere, di colei che piú
che sé l'amava, una cosí fatta cosa già mai.
[Voice: panfilo]
Cosí il misero marito schernito con lei insieme e col suo amante nel palagio se ne tornarono, nel
quale poi molte volte Pirro
di Lidia e ella di lui con
piú agio presero piacere e diletto. Dio ce ne dea a noi.