[Voice: boccaccio]
Un geloso in forma di prete confessa la
moglie, al quale ella dà a vedere che ama un prete che viene a
lei ogni notte; di che mentre che il geloso nascosamente prende
guardia all'uscio, la donna per lo tetto si fa venire un suo amante e
con lui si dimora.
[Voice: boccaccio]
Posto aveva fine la Lauretta al suo ragionamento; e avendo
già ciascun commendata la donna che ella bene avesse fatto e
come a quel cattivo si conveniva, il re, per non perder tempo, verso la Fiammetta voltatosi,
piacevolmente il carico le 'mpose del novellare; per la qual cosa ella
cosí cominciò:
[Voice: fiammetta]
Nobilissime donne, la precedente novella
mi tira a dovere similmente ragionar d'un geloso, estimando che
ciò che si fa loro dalla lor donna, e massimamente quando senza
cagione ingelosiscono, esser ben fatto. E se ogni cosa avessero i
componitori delle leggi guardata, giudico che in questo essi dovessero
alle donne non altra pena aver constituta che essi constituirono a
colui che alcuno offende sé difendendo: per ciò che i
gelosi sono insidiatori della vita delle giovani donne e
diligentissimi cercatori della lor morte. Esse stanno tutta la settimana rinchiuse e attendono
alle bisogne familiari e domestiche, disiderando, come ciascun fa,
d'aver poi il dí delle feste alcuna consolazione, alcuna
quiete, e di potere alcun diporto pigliare, sí come prendono i
lavoratori de' campi, gli artefici delle città e i reggitori
delle corti, come fé Idio che il dí settimo da tutte le
sue fatiche si riposò, e come vogliono le leggi sante e le
civili, le quali, allo onor di Dio e al ben comune di ciascun
riguardando, hanno i dí delle fatiche distinti da quegli del
riposo. Alla qual cosa fare niente i gelosi
consentono, anzi quegli dí che a tutte l'altre son lieti fanno
a esse, piú serrate e piú rinchiuse tenendole, esser
piú miseri e piú dolenti: il che quanto e qual
consumamento sia delle cattivelle quelle sole il sanno che l'hanno
provato. Per che conchiudendo, ciò
che una donna fa a un marito geloso a torto, per certo non condennare
ma commendare si dovrebbe.
[Voice: fiammetta]
Fu adunque in Arimino un mercatante ricco e di possessioni e di
denari assai, il quale avendo una bellissima donna per moglie di lei divenne oltre
misura geloso; né altra cagione a questo avea, se non che, come
egli molto l'amava e molto bella la teneva e conosceva che ella con
tutto il suo studio s'ingegnava di piacergli, cosí estimava che
ogn'uomo l'amasse e che ella a tutti paresse bella e ancora che ella
s'ingegnasse cosí di piacere altrui come a lui (argomento di
cattivo uomo e con poco sentimento era). E
cosí ingelosito tanta guardia ne prendeva e sí stretta
la tenea, che forse assai son di quegli che a capital pena son
dannati, che non sono da' pregionieri con tanta guardia
servati. La donna, lasciamo stare che a
nozze o a festa o a chiesa andar potesse o il piè della casa
trarre in alcun modo, ma ella non osava farsi a alcuna finestra
né fuor della casa guardare per alcuna cagione; per la qual
cosa la vita sua era pessima, e essa tanto piú impazientemente
sosteneva questa noia quanto meno si sentiva nocente.
[Voice: fiammetta]
Per che, veggendosi a torto fare ingiuria
al marito,
s'avvisò a consolazion di se medesima di trovar modo, se alcuno
ne potesse trovare, di far sí che a ragione le fosse
fatto. E per ciò che a finestra far
non si potea, e cosí modo non avea di potersi mostrare contenta
dello amore d'alcuno che atteso l'avesse per la sua contrada passando,
sappiendo che nella casa la quale era allato alla sua aveva alcun
giovane e bello e
piacevole, si pensò, se pertugio alcun fosse nel muro che la
sua casa divideva da quella, di dovere per quello tante volte guatare,
che ella vedrebbe il giovane in atto da potergli parlare, e di
donargli il suo amore, se egli il volesse ricevere; e, se modo vi si potesse vedere, di ritrovarsi con lui
alcuna volta e in questa maniera trapassare la sua malvagia vita
infino a tanto che il fistolo uscisse da dosso al suo marito.
[Voice: fiammetta]
E venendo ora in una parte e ora in una
altra, quando il marito non v'era, il muro della casa guardando, vide
per avventura in una parte assai segreta di quella il muro alquanto da
una fessura esser aperto; per che, riguardando per quella, ancora che
assai male discerner potesse dall'altra parte, pur s'avide che quivi
era una camera dove capitava la fessura e seco disse: "Se questa fosse la camera di Filippo," cioè del giovane suo
vicino "io sarei mezza fornita". E
cautamente da una sua fante, a cui di lei incresceva, ne fece spiare,
e trovò che veramente il giovane in quella dormiva tutto solo;
per che, visitando la fessura spesso, e quando il giovane vi sentiva
faccendo cader pietruzze e cotali fuscellini, tanto fece, che, per
veder che ciò fosse, il giovane venne quivi. Il quale ella pianamente chiamò, e egli, che la
sua voce conobbe, le rispose; e ella, avendo spazio, in brieve tutto
l'animo suo gli aprí. Di che il
giovane contento assai, sí fece, che dal suo lato il pertugio
si fece maggiore, tuttavia in guisa faccendo che alcuno avvedere non
se ne potesse: e quivi spesse volte insieme si favellavano e
toccavansi la mano, ma piú avanti per la solenne guardia del
geloso non si
poteva.
[Voice: fiammetta]
Ora, appressandosi la festa del Natale,
la donna disse al
marito che, se gli
piacesse, ella voleva andar la mattina della pasqua alla chiesa e
confessarsi e comunicarsi come fanno gli altri cristiani: alla quale
il geloso disse: "E che peccati ha' tu fatti, che
tu ti vuoi confessare?"
[Voice: fiammetta]
Disse la donna: "Come? credi
tu che io sia santa perché tu mi tenghi rinchiusa? ben sai che
io fo de' peccati come l'altre persone che ci vivono; ma io non gli
vo' dire a te, ché tu non se' prete."
[Voice: fiammetta]
Il geloso prese di queste parole sospetto
e pensossi di voler saper che peccati costei avesse fatti e avvisossi
del modo nel quale ciò gli verrebbe fatto; e rispose che era
contento ma che non volea che ella andasse a altra chiesa che alla
cappella loro, e quivi andasse la mattina per tempo e confessassesi o
dal cappellan loro o da qualche prete che il cappellan le desse e non
da altrui, e tornasse di presente a casa. Alla donna pareva mezzo avere inteso; ma senza
altro dire rispose che sí farebbe.
[Voice: fiammetta]
Venuta la mattina della pasqua, la donna si levò in
su l'aurora e acconciossi e andossene alla chiesa impostale dal marito. Il geloso, d'altra parte, levatosi se
n'andò a quella medesima chiesa e fuvvi prima di lei; e avendo
già col prete di là entro composto ciò che far
voleva, messasi prestamente una delle robe del prete con un cappuccio
grande a gote come noi veggiamo che i preti portano, avendosel tirato
un poco innanzi, si mise a sedere in coro. La donna venuta alla chiesa fece domandare il prete. Il
prete venne, e udendo dalla donna che confessar si volea, disse che
non potea udirla ma che le manderebbe un suo compagno; e andatosene,
mandò il geloso nella sua malora. Il
quale molto contegnoso vegnendo, ancora che egli non fosse molto
chiaro il dí ed egli s'avesse molto messo il cappuccio innanzi
agli occhi, non si seppe sí occultare, che egli non fosse
prestamente conosciuto dalla donna; la quale, questo vedendo, disse
seco medesimo: "Lodato sia Iddio che costui di
geloso è divenuto prete; ma pure lascia fare, ché io gli
darò quello che egli va cercando". Fatto adunque sembiante di non conoscerlo, gli si pose
a sedere a' piedi. Messer lo geloso s'avea messe alcune petruzze in
bocca, acciò che esse alquanto la favella gl'impedissero,
sí che egli a quella dalla moglie riconosciuto non fosse,
parendogli in ogn'altra cosa sí del tutto esser divisato, che
esser da lei riconosciuto a niun partito credeva. Or venendo alla confessione, tra l'altre cose che la
donna gli disse, avendogli prima detto come maritata era, si fu che
ella era innamorata d'un prete il quale ogni notte con lei s'andava a
giacere.
[Voice: fiammetta]
Quando il geloso udí questo, e' gli parve
che gli fosse dato d'un coltello nel cuore: e se non fosse che
volontà lo strinse di saper piú innanzi, egli avrebbe la
confessione abbandonata e andatosene; stando adunque fermo
domandò la
donna: "E come? Non giace vostro marito
con voi?"
[Voice: fiammetta]
La donna rispose: "Messer sí".
[Voice: fiammetta]
"Adunque," disse
'l geloso"come vi
puote anche il prete giacere?"
[Voice: fiammetta]
"Messere," disse la donna"il prete con che arte il si
faccia non so: ma egli non è in casa uscio sí serrato,
che, come egli il tocca, non s'apra; e dicemi egli che, quando egli
è venuto a quello della camera mia, anzi che egli l'apra, egli
dice certe parole per le quali il mio marito incontanente s'adormenta,
e come adormentato il sente, cosí apre l'uscio e viensene
dentro e stassi con meco: e questo non falla mai".
[Voice: fiammetta]
Disse allora il geloso: "Madonna, questo è mal
fatto e del tutto egli ve ne conviene rimanere."
[Voice: fiammetta]
A cui la donna disse: "Messere, questo non
crederrei io mai poter fare per ciò che io l'amo
troppo."
[Voice: fiammetta]
"Dunque" disse
il geloso"non vi
potrò io absolvere".
[Voice: fiammetta]
A cui disse la donna: "Io ne son
dolente: io non venni qui per dirvi le bugie; se io il credessi poter
fare, io il vi direi."
[Voice: fiammetta]
Disse allora il geloso: "In
verità, madonna, di voi m'incresce, ché io
vi veggio a questo partito perder l'anima; ma io in servigio di voi ci
voglio durar fatica in far mie orazioni speziali a Dio in vostro nome,
le quali forse sí vi gioveranno: e sí vi manderò
alcuna volta un mio cherichetto a cui voi direte se elle vi saranno
giovate o no; e se elle vi gioveranno, sí procederemo
innanzi".
[Voice: fiammetta]
A cui la donna disse: "Messer, cotesto non fate
voi che voi mi mandiate persona a casa, ché, se il mio marito
il risapesse, egli è sí forte geloso, che non gli
trarrebbe del capo tutto il mondo che per altro che per male vi si
venisse, e non avrei ben con lui di questo anno."
[Voice: fiammetta]
A cui il geloso disse: "Madonna, non dubitate di questo,
ché per certo io terrò sí fatto modo, che voi non
ne sentirete mai parola da lui."
[Voice: fiammetta]
Disse allora la donna: "Se questo vi
dà il cuore di fare, io son contenta"; e fatta la
confessione e presa la penitenzia, e da' piè levataglisi, se
n'andò a udire la messa.
[Voice: fiammetta]
Il geloso con la sua mala ventura,
soffiando, s'andò a spogliare i panni del prete e tornossi a
casa, disideroso di trovar modo da dovere il prete e la moglie trovare
insieme per fare un mal giuoco e all'uno e all'altro. La donna tornò dalla
chiesa e vide bene nel viso al marito che ella gli aveva data la mala
pasqua; ma egli quanto poteva s'ingegnava di nasconder ciò che
fatto avea e che saper gli parea.
[Voice: fiammetta]
E avendo seco stesso diliberato di dovere
la notte vegnente star presso all'uscio della via e aspettare se il
prete venisse, disse alla donna: "A me conviene
questa sera essere a cena e aalbergo altrove, e per ciò
serrerai ben l'uscio da via e quello da mezza scala e quello della
camera, e quando ti parrà t'andrai a letto".
[Voice: fiammetta]
La donna rispose: "In
buona ora".
[Voice: fiammetta]
E quando tempo ebbe se n'andò alla
buca e fece il segno usato, il quale come Filippo sentí cosí di presente
a quel venne; al quale la
donna disse ciò che fatto avea la mattina e quello che
il marito appresso mangiare l'aveva detto, e poi disse: "Io son certa che egli non uscirà di casa ma si
metterà a guardia dell'uscio, e per ciò truova modo che
su per lo tetto tu venghi stanotte di qua, sí che noi siamo
insieme".
[Voice: fiammetta]
Il
giovane contento molto di questo fatto disse: "Madonna,
lasciate far me".
[Voice: fiammetta]
Venuta la notte, il geloso con sue armi tacitamente si
nascose in una camera terrena. E la donna avendo fatti serrar tutti gli
usci, e massimamente quello da mezza scala acciò che il geloso
sú non potesse venire, quando tempo le parve e il giovane per via assai cauta
dal suo lato se ne venne; e andaronsi a letto, dandosi l'un dell'altro
piacere e buon tempo; e venuto il dí, il giovane se ne
tornò in casa sua.
[Voice: fiammetta]
Il geloso, dolente e senza cena, morendo
di freddo, quasi tutta la notte stette con le sue armi allato
all'uscio a aspettare se il prete venisse; e appressandosi il giorno,
non potendo piú vegghiare, nella camera terrena si mise a
dormire. Quindi vicin di terza levatosi,
essendo già l'uscio della casa aperto, faccendo sembiante di
venire altronde, se ne salí in casa sua e desinò. E poco
appresso mandato un garzonetto, a guisa che stato fosse il cherico del
prete che confessata l'avea, la mandò dimandando se colui cui
ella sapeva piú venuto vi fosse. La
donna, che molto bene conobbe il messo, rispose che venuto non
v'era quella notte e che, se cosí facesse, che egli le potrebbe
uscir di mente, quantunque ella non volesse che di mente
l'uscisse.
[Voice: fiammetta]
Ora che vi debbo dire? Il geloso stette molte
notti per volere giugnere il prete all'entrata, e la donna continuamente col suo amante
dandosi buon tempo. Alla fine il geloso, che piú sofferir non
poteva, con turbato viso domandò la moglie ciò che ella
avesse al prete detto la mattina che confessata s'era. La donna
rispose che non gliele voleva dire, per ciò che ella non era
onesta cosa né convenevole.
[Voice: fiammetta]
A cui il geloso disse: "Malvagia femina, a dispetto di te io so ciò
che tu gli dicesti, e convien del tutto che io sappia chi è il
prete di cui tu tanto se' innamorata e che teco per suoi incantesimi
ogni notte si giace, o io ti segherò le veni."
[Voice: fiammetta]
La donna disse che non era vero che ella
fosse innamorata d'alcun prete.
[Voice: fiammetta]
"Come?" disse
il geloso"non
dicestú cosí e cosí al prete che ti
confessò?"
[Voice: fiammetta]
La donna disse: "Non che
egli te l'abbia ridetto ma egli basterebbe se tu fossi stato presente;
mai sí che io gliele dissi".
[Voice: fiammetta]
"Dunque" disse
il geloso"dimmi
chi è questo prete e tosto".
[Voice: fiammetta]
La donna cominciò a sorridere e
disse: "Egli mi giova molto quando un savio uomo
è da una donna semplice menato come si mena un montone per le
corna in becheria: benché tu non se' savio, né fosti da
quella ora in qua che tu ti lasciasti nel petto entrare il maligno
spirito della gelosia senza saper perché: e tanto quanto tu se'
piú sciocco e piú bestiale, cotanto ne diviene la gloria
mia minore. Credi tu, marito mio, che io sia cieca degli occhi
della testa, come tu se' cieco di quegli della mente? Certo no; e
vedendo conobbi chi fu il prete che mi confessò, e so che tu
fosti desso tu; ma io mi puosi in cuore di darti quello che tu andavi
cercando, e dieditelo. Ma, se tu fossi stato
savio, come esser ti pare, non avresti per quel modo tentato di sapere
i segreti della tua buona donna, e senza prender vana sospezion ti
saresti avveduto di ciò che ella ti confessava cosí
essere il vero, senza avere ella in cosa alcuna peccato. Io ti dissi che io amava un prete: e non eri tu, il
quale io a gran torto amo, fatto prete? Dissiti che niuno uscio della
mia casa gli si potea tener serrato quando meco giacer volea: e quale
uscio ti fu mai in casa tua tenuto, quando tu colà dove io
fossi se' voluto venire? Dissiti che il
prete si giaceva ogni notte con meco: e quando fu che tu meco non
giacessi? E quante volte il tuo cherico a me mandasti, tante sai,
quante tu meco non fosti, ti mandai a dire che il prete meco stato non
era. Quale smemorato altri che tu, che alla
gelosia tua t'hai lasciato accecare, non avrebbe queste cose intese? E
se'ti stato in casa a far la notte la guardia all'uscio, e a me credi
aver dato a vedere che tu altrove andato sii a cena e a albergo!
Ravvediti oggimai e torna uomo come tu esser
solevi e non far far beffe di te a chi conosce i modi tuoi come fo io
e lascia star questo solenne guardar che tu fai; ché io giuro a
Dio, se voglia me ne venisse di porti le corna, se tu avessi cento
occhi come tu n'hai due, mi darebbe il cuore di fare i piacer miei in
guisa che tu non te ne avvedresti".
[Voice: fiammetta]
Il geloso cattivo, a cui molto
avvedutamente pareva avere il segreto della donna sentito, udendo questo si tenne
scornato; e senza altro rispondere, ebbe la donna per buona e per
savia, e quando la gelosia gli bisognava del tutto se la
spogliò, cosí come quando bisogno non gli era se l'aveva
vestita. Per che la savia donna, quasi licenziata a' suoi piaceri,
senza far venire il suo amante su per lo tetto come vanno le gatte ma
pur per l'uscio, discretamente operando poi piú volte con lui
buon tempo e lieta vita si diede.