[Voice: boccaccio]
Frate Rinaldo si giace colla comare; truovalo il marito in camera con lei, e
fannogli credere che egli incantava vermini al
figlioccio.
[Voice: boccaccio]
Non seppe sí Filostrato parlare obscuro delle cavalle
partice, che l'avedute donne non ne ridessono, sembiante faccendo di
rider d'altro. Ma poi che il re conobbe la sua novella finita, ad
Elissa impose che ragionasse; la quale, disposta ad ubidire,
incominciò:
[Voice: elissa]
Piacevoli donne, lo 'ncantar della
fantasima d'Emilia m'ha
fatto tornare alla memoria una novella d'un'altra incantagione, la
quale, quantunque cosí bella non sia come fu quella, per
ciò che altra alla nostra materia non me ne occorre al
presente, la racconterò.
[Voice: elissa]
Voi dovete sapere che in Siena fu già un giovane
assai leggiadro e d'orrevole famiglia, il quale ebbe nome Rinaldo; e amando
sommamente una sua vicina, e assai bella donna e moglie d'un ricco uomo, e sperando, se modo potesse avere
di parlarle senza sospetto, dovere aver da lei ogni cosa che egli
disiderasse, non vedendone alcuno ed essendo la donna gravida, pensossi di volere suo compar
divenire: e accontatosi col marito di lei, per quel modo che
piú onesto gli parve gliele disse, e fu fatto. Essendo adunque Rinaldo di madonna Agnesa divenuto compare e avendo alquanto
d'albritrio piú colorato di poterle parlare, assicuratosi,
quello della sua intenzione con parole le fece conoscere che ella
molto davanti negli atti degli occhi suoi avea conosciuto: ma poco per
ciò gli valse, quantunque d'averlo udito non dispiacesse alla
donna.
[Voice: elissa]
Addivenne non guari poi, che che si fosse
la ragione, che Rinaldo si rendé frate, e chente
che egli trovasse la pastura egli perseverò in
quello. E avvegna che egli alquanto, di que'
tempi che frate si fece, avesse dall'un de'lati posto l'amore che alla
sua comar portava e certe
altre sue vanità, pure in processo di tempo, senza lasciar
l'abito, se le riprese; e cominciò a dilettarsi d'apparere e di
vestir di buon panni e d'essere in tutte le sue cose leggiadretto e
ornato e a fare delle canzoni e de'sonetti e delle ballate e a
cantare, e tutto pieno d'altre cose a queste simili.
[Voice: elissa]
Ma che dico io di frate Rinaldo nostro di cui parliamo?
Quali son quegli che cosí non facciano? Ahi vitupero del guasto
mondo! Essi non si vergognano d'apparir
grassi, d'apparir coloriti nel viso, d'apparir morbidi ne' vestimenti
e in tutte le cose loro, e non come colombi ma come galli tronfi colla
cresta levata pettoruti procedono: e che
è peggio (lasciamo stare d'aver le lor celle piene d'alberelli
di lattovari e d'unguenti colmi, di scatole di varii confetti piene,
d'ampolle e di guastadette con acque lavorate e con oli, di bottacci
di malvagia e di greco e d'altri vini preziosissimi traboccanti, in
tanto che non celle di frati ma botteghe di speziali o d'unguentarii
appaiono piú tosto a' riguardanti) essi non si vergognano che
altri sappia loro esser gottosi, e credonsi che altri nonconosca e
sappia che i digiuni assai, le vivande grosse e poche e il viver
sobriamente faccia gli uomini magri e sottili e il piú sani;
e se pure infermi ne fanno, non almeno di
gotte gl'infermano, alle quali si suole per medicina dare la
castità e ogn'altra cosa a vita di modesto frate appartenente.
E credonsi che altri non conosca, oltra la
sottil vita, le vigilie lunghe, l'orare e il disciplinarsi dover gli
uomini pallidi e afflitti rendere, e che né san Domenico né san Francesco, senza
aver quattro cappe per uno, non di tintillani né d'altri panni
gentili ma di lana grossa fatti e di natural colore, a cacciare il
freddo e non a apparere si vestissero. Alle quali cose Iddio provega,
come all'anime de' semplici che gli nutricano fa bisogno.
[Voice: elissa]
Cosí adunque ritornato frate Rinaldo ne' primi
appetiti, cominciò a visitare molto spesso la comare; e cresciutagli baldanza,
con piú instanzia che prima non faceva la cominciò a
sollicitare a quello che egli di lei disiderava. La buona donna, veggendosi molto sollicitare e
parendole frate
Rinaldo forse piú bello che non pareva, essendo un
dí molto da lui infestata a quello ricorse che fanno tutte
quelle che voglia hanno di concedere quello che è addimandato,
e disse: "Come, frate Rinaldo, o fanno cosí fatte
cose i frati?"
[Voice: elissa]
A cui frate Rinaldo rispose: "Madonna, qualora io avrò questa cappa
fuor di dosso, che me la traggo molto agevolmente, io vi parrò
uno uomo fatto come gli altri e non frate."
[Voice: elissa]
La donna fece bocca da ridere e disse: "Ohimè trista! voi siete mio compare: come si
farebbe questo? Egli sarebbe troppo gran male, e io ho molte volte
udito che egli è troppo gran peccato: e per certo, se
ciò non fosse, io farei ciò che voi voleste."
[Voice: elissa]
A cui frate Rinaldo disse: "Voi siete una sciocca se per questo lasciate. Io
non dico che non sia peccato, ma de' maggiori perdona Iddio a chi si
pente. Ma ditemi: chi è piú parente del vostro
figliuolo, o io che il tenni a battesimo o vostro marito che il generò?"
[Voice: elissa]
La donna rispose: "È
piú suo parente mio marito."
[Voice: elissa]
"E voi dite il
vero," disse il
frate"e vostro marito non si giace con voi?"
[Voice: elissa]
"Mai sí" rispose
la donna.
[Voice: elissa]
"Adunque" disse
il frate"e io,
che son men parente di vostro figliuolo che non è vostro marito, cosí mi
debbo poter giacere con voi come vostro marito."
[Voice: elissa]
La donna, che loica non sapeva e di piccola
levatura aveva bisogno, o credette o fece vista di credere che il
frate dicesse vero, e rispose: "Chi saprebbe rispondere
alle vostre savie parole?"; e appresso, non obstante il
comparatico, si recò a dover fare i suoi piaceri. Né
incominciarono per una volta ma sotto la coverta del comparatico
avendo piú agio, perché la sospezione era minore,
piú e piú volte si ritrovarono insieme.
[Voice: elissa]
Ma tra l'altre una avvenne che, essendo
frate Rinaldo venuto
a casa la donna e vedendo
quivi niuna persona essere altri che una fanticella della donna, assai bella e piacevoletta, mandato il
compagno suo con
essolei nel palco de' colombi ad insegnarle il paternostro, egli colla
donna, che il fanciullin
suo avea per mano, se n'entrarono nella camera e dentro serratisi
sopra un lettuccio da sedere, che in quella era, s'incominciarono a
trastullare. E in questa guisa dimorando,
avvenne che il compar
tornò e, senza esser sentito da alcuno, fu all'uscio della
camera e picchiò e chiamò la donna.
[Voice: elissa]
Madonna Agnesa, questo sentendo, disse: "Io son morta, ché ecco il marito mio: ora si pure avvedrà
egli qual sia la cagione della nostra dimestichezza."
[Voice: elissa]
Era frate Rinaldo spogliato, cioè
senza cappa e senza scapolare, in tonicella; il quale questo udendo
disse: "Voi dite vero: se io fossi pur vestito,
qualche modo ci avrebbe; ma se voi gli aprite ed egli mi truovi
cosí, niuna scusa ci potrà essere."
[Voice: elissa]
La donna, da subito consiglio aiutata, disse: "Or vi vestite; e vestito che voi siete, recatevi in
braccio vostro figlioccio e ascolterete bene ciò che io gli
dirò, sí che le vostre parole poi s'accordino con le
mie: e lasciate fare a me."
[Voice: elissa]
Il buono uomo non era ancora ristato di picchiare,
che la moglie rispose "Io vengo a te", e levatasi,
con un buon viso se n'andò all'uscio della camera e aperselo e
disse: "Marito mio,
ben ti dico che frate
Rinaldo nostro compare ci si venne, e Iddio il ci mandò;
ché per certo, se venuto non ci fosse, noi avremmo oggi perduto
il fanciul nostro."
[Voice: elissa]
Quando il bescio sanctio udí questo, tutto
svenne e disse: "Come?"
[Voice: elissa]
"O marido mio," disse la donna"e' gli venne dianzi di
subito uno sfinimento, che io mi credetti ch'e' fosse morto e non
sapeva né che mi far né che mi dire, se non che frate Rinaldo nostro
compare ci venne in quella e recatoselo in collo disse: "Comare, questi son vermini che egli ha in corpo,
gli quali gli s'appressano al cuore e ucciderebbolo troppo bene; ma
non abbiate paura, ché io gl'incanterò e farogli
morir tutti, e innanzi che io mi parta di qui voi vederete il fanciul
sano come voi vedeste mai."E per
ciò che tu ci bisognavi per dir certe orazioni,e non ti seppe
trovar la fante,
sí le fece dire al compagno suo nel piú alto luogo
della nostra casa, ed egli e io qua entro ce n'entrammo. E per ciò che altri che la madre del fanciullo
non può essere a cosí fatto servigio, perché
altri non c'impacciasse, qui ci serrammo; e ancora l'ha egli in
braccio, e credom'io che egli non aspetti se non che il compagno suo
abbia compiuto di dire l'orazioni, e sarebbe fatto, per ciò che
il fanciullo è già tutto tornato in sé."
[Voice: elissa]
Il santoccio credendo queste cose, tanto
l'affezion del figliuol lo strinse, che egli non pose l'animo allo
'nganno fattogli dalla moglie ma gittato un gran sospiro disse: "Io il voglio andare a vedere."
[Voice: elissa]
Disse la donna: "Non andare, ché
tu guasteresti ciò che s'è fatto; aspettati, io voglio
vedere se tu vi puoi andare e chiamerotti."
[Voice: elissa]
Frate Rinaldo, che ogni cosa udito avea
ed erasi rivestito a bello agio e avevasi recato il fanciullo in
braccio, come ebbe disposte le cose a suo modo, chiamò: "O comare, non sent'io di costà il compare?"
[Voice: elissa]
Rispose il santoccio: "Messer
sí."
[Voice: elissa]
"Adunque" disse
frate Rinaldo"venite qua"; il
santoccio andò là, al quale frate Rinaldo disse: "Tenete il vostro
figliuolo per la grazia di Dio sano, dove io credetti, ora fu, che voi
nol vedeste vivo a vespro; e farete di far porre una statua di cera
della sua grandezza a laude di Dio dinanzi alla figura di messer santo Ambruogio, per li
meriti del quale Idio ve n'ha fatta grazia."
[Voice: elissa]
Il fanciullo, veggendo il padre, corse a lui e
fecegli festa come i fanciulli piccoli fanno; il quale recatoselo in
braccio, lagrimando non altramenti che della fossa il traesse, il
cominciò a baciare e a render grazie al suo compare che guerito
gliele avea. Il compagno di frate Rinaldo, che non un paternostro ma
forse piú di quatro n'aveva insegnati alla fanticella e donatale una borsetta di refe
bianco la quale a lui aveva donata una monaca e fattala sua divota,
avendo udito il
santoccio alla camera della moglie chiamare, pianamente era venuto in
parte della quale e vedere e udire ciò che vi si facesse
poteva; veggendo la cosa in buoni termini, se ne venne giuso e entrato
nella camera disse: "Frate Rinaldo, quelle quattro orazioni
che m'imponeste, io l'ho dette tutte."
[Voice: elissa]
A cui frate Rinaldo disse: "Fratel mio, tu hai buona lena e hai
fatto bene. Io per me, quando mio compar venne, no' n'aveva dette che
due, ma Domenedio tra per la tua fatica e per la mia ci ha fatta
grazia che il fanciullo è guerito."
[Voice: elissa]
Il santoccio fece venire di buon vini e
di confetti e fece onore al suo compare e al compagno di ciò che essi avevano
maggior bisogno che d'altro; poi, con loro insieme uscito di casa, gli
accomandò a Dio, e senza alcuno indugio fatta fare la imagine
di cera, la mandò ad appiccare coll'altre dinanzi alla figura
di santo
Ambruogio, ma non a quel di Melano.