[Voice: boccaccio]
La moglie d'un medico per morto mette un suo amante
adoppiato in una arca, la quale con tutto lui due usurai se ne portano
in casa. Questi si sente, è preso per ladro; la fante della donna racconta
alla signoria sé averlo esso nell'arca dagli usurieri imbolata,
laond'egli scampa dalle forche e i prestatori d'avere l'arca furata
sono condannati in denari.
[Voice: boccaccio]
Solamente a Dioneo, avendo già il re fatto fine al
suo dire, restava la sua fatica, il quale, ciò conoscendo, e
già dal re essendogli imposto, incominciò:
[Voice: dioneo]
Le miserie degli infelici amori
raccontate, non che a voi, donne, ma a me hanno già contristati
gli occhi e 'l petto, per che io sommamente disiderato ho che a capo
se ne venisse. Ora, lodato sia Iddio, che finite sono (salvo se io non
volessi a questa malvagia derrata fare una mala giunta, di che Idio mi
guardi), senza andar piú dietro a cosí dolorosa materia,
da alquanto piú lieta e migliore incomincerò, forse
buono indizio dando a ciò che nella seguente giornata si dee
raccontare.
[Voice: dioneo]
Dovete adunque sapere, bellissime
giovani, che ancora non è gran tempo che in Salerno fu un grandissimo medico in
cirugia, il cui nome fu maestro Mazzeo della Montagna. Il quale,
già all'ultima vecchiezza venuto, avendo presa per moglie una
bella e gentil giovane della sua città, di nobili
vestimenti e ricchi e d'altre gioie e tutto ciò che a una donna
può piacere meglio che altra della città teneva fornita;
vero è che ella il piú del tempo stava infreddata,
sí come colei che nel letto era male dal maestro tenuta
coperta. Il quale, come messer Ricciardo di Chinzica,
di cui dicemmo, alla sua insegnava le feste, cosí costui a
costei mostrava che il giacere con una donna una volta si penava a
ristorar non so quanti dí, e simili ciance; di che ella viveva
pessimamente contenta.
[Voice: dioneo]
E sí come savia e di grande animo,
per potere quello da casa risparmiare, si dispose di gittarsi alla
strada e voler logorar dello altrui; e piú e piú giovani
riguardati, alla fine uno ne le fu all'animo, nel quale ella pose
tutta la sua speranza, tutto il suo animo e tutto il ben suo. Di che
il giovane accortosi, e piacendogli forte, similmente in lei tutto il
suo amor rivolse.Era costui chiamato Ruggieri d'Aieroli, di
nazion nobile ma di cattiva vita e di biasimevole stato, in tanto che
parente né amico lasciato s'avea che ben gli volesse o che il
volesse vedere; e per tutto Salerno di ladronecci o d'altre
vilissime cattività era infamato, di che la donna poco curò, piacendole esso
per altro, e con una sua fante tanto ordinò che insieme
furono. E poi che alquanto diletto preso
ebbero, la donna gli cominciò a biasimare la sua passata vita e
a pregarlo che, per amor di lei, di quelle cose si rimanesse; e a
dargli materia di farlo lo incominciò a sovenire quando d'una
quantità di denari e quando d'un'altra.
[Voice: dioneo]
E in questa maniera perseverando insieme
assai discretamente, avvenne che al medico fu messo tra le mani uno
infermo, il quale aveva guasta l'una delle gambe: il cui difetto
avendo il maestro veduto, disse a' suoi parenti che, dove un osso
fracido il quale aveva nella gamba non gli si cavasse, a costui si
convenia del tutto o tagliare tutta la gamba o morire, e a trargli
l'osso potrebbe guerire, ma che egli altro che per morto nol
prenderebbe; a che accordatisi coloro a' quali apparteneva, per
cosí gliele diedero. Il medico, avvisando che
l'infermo senza essere adoppiato non sosterrebbe la pena né si
lascerebbe medicare, dovendo attendere in sul vespro a questo
servigio, fé la mattina d'una sua certa composizione stillare
una acqua la quale l'avesse, bevendola, tanto a far dormire quanto
esso avvisava di doverlo poter penare a curare; e quella fattasene
venire a casa, nella sua camera la pose, senza dire a alcuno
ciò che si fosse.
[Voice: dioneo]
Venuta l'ora del vespro, dovendo il
maestro andare a costui, gli venne un messo da certi suoi grandissimi
amici d'Amalfi che egli
non dovesse lasciar per cosa alcuna che incontanente là non
andasse, per ciò che una gran zuffa stata v'era, di che molti
v'erano stati fediti. Il medico, prolungata nella seguente
mattina la cura della gamba, salito in su una barchetta, n'andò
a Amalfi; per la qual cosa
la donna, sappiendo
lui la notte non dovere tornare a casa, come usata era, occultamente
si fece venir Ruggieri e nella sua camera il mise e
dentro il vi serrò in fino a tanto che certe altre persone
della casa s'andassero a dormire.
[Voice: dioneo]
Standosi adunque Ruggier nella camera e aspettando la
donna, avendo o per
fatica il dí durata o per cibo salato che mangiato avesse o
forse per usanza una grandissima sete, gli venne nella finestra veduta
questa guastadetta d'acqua la quale il medico per lo 'nfermo aveva fatta, e
credendola acqua da bere, a bocca postalasi, tutta la bevé:
né stette guari che un gran sonno il prese, e fusi
adormentato. La donna, come prima
poté nella camera se ne venne, e trovato Ruggier dormendo lo 'ncominciò
a tentare e a dire con sommessa voce che sú si levasse; ma
questo era niente; egli non rispondeva né si movea punto; per
che la donna alquanto turbata con piú forza il sospinse
dicendo: "Leva sú, dormiglione, ché,
se tu volevi dormire, tu te ne dovevi andare a casa tua e non venir
qui."
[Voice: dioneo]
Ruggieri, cosí sospinto, cadde
a terra d'una cassa sopra la quale era, né altra vista d'alcun
sentimento fece che avrebbe fatto un corpo morto; di che la donna, alquanto spaventata,
il cominciò a voler rilevare e a menarlo piú forte e a
prenderlo per lo naso e a tirarlo per la barba ma tutto era nulla:
egli aveva a buona caviglia legato l'asino. Per che la donna cominciò a temere non fosse
morto, ma pure ancora gl'incominciò a strignere agramente le
carni e a cuocerlo con una candela accesa, ma niente era; per che
ella, che medica non era come che medico fosse il marito, senza alcun
fallo lui credette esser morto; per che, amandolo sopra ogni altra
cosa come facea, se fu dolorosa non è da domandare; e non
osando far romore, tacitamente sopra lui cominciò a piagnere e
a dolersi di cosí fatta disaventura.
[Voice: dioneo]
Ma dopo alquanto, temendo la donna di non aggiugnere al
suo danno vergogna, pensò che senza alcuno indugio da trovare
era modo come lui morto si traesse di casa; né a ciò
sappiendosi consigliare, tacitamente chiamò la sua fante e la sua disaventura
mostratale, le chiese consiglio. La fante, maravigliandosi forte e
tirandolo ancora ella e strignendolo, e senza sentimento vedendolo,
quel disse che la donna dicea, cioè veramente lui esser morto,
e consigliò che da metterlo fuori di casa era.
[Voice: dioneo]
A cui la donna disse: "E dove
il potrem noi porre, che egli non si suspichi domattina, quando veduto
sarà, che di qua entro sia stato tratto?"
[Voice: dioneo]
A cui la fante rispose: "Madonna, io vidi questa sera al tardi di rimpetto
alla bottega di questo legnaiuolo nostro vicino un'arca non troppo
grande, la quale, se il maestro non ha riposta in casa, verrà
troppo in concio a' fatti nostri, per ciò che dentro vel potrem
mettere e dargli due o tre colpi d'un coltello e lasciarlo stare. Chi
in quella il troverà, non so perché piú di qua
entro che d'altronde vi sel creda messo; anzi si crederà, per
ciò che malvagio giovane è stato, che, andando a fare
alcun male, da alcun suo nemico sia stato ucciso e poi messo
nell'arca."
[Voice: dioneo]
Piacque alla donna il consiglio della fante, fuor che di dargli
alcuna fedita, dicendo che non le potrebbe per cosa del mondo sofferir
l'animo di ciò fare: e mandolla a vedere se quivi fosse l'arca
dove veduta l'avea; la qual tornò e disse di sí. La
fante adunque, che giovane e gagliarda era, dalla donna aiutata sopra
le spalle si pose Ruggieri, e andando la donna innanzi
a guardar se persona venisse, venute all'arca dentro vel misero e
richiusala il lasciarono stare.
[Voice: dioneo]
Erano di quei dí alquanto
piú oltre tornati in una casa due giovani, li quali prestavano ad
usura, e volenterosi di guadagnare assai e di spender poco, avendo
bisogno di masserizie, il dí davanti avean quella arca veduta e
insieme posto che, se la notte vi rimanesse, di portarnela in casa
loro. E venuta la mezzanotte, di casa
usciti, trovandola, senza entrare in altro raguardamento prestamente,
ancora che lor gravetta paresse, ne la portarono in casa loro e
allogaronla allato a una camera dove lor femine dormivano, senza curarsi di
acconciarla troppo appunto allora; e lasciatala stare se n'andarono a
dormire.
[Voice: dioneo]
Ruggieri, il quale grandissima pezza
dormito avea e già aveva digesto il beveraggio e la
vertú di quel consumata, essendo vicino a matutin si
destò: e come che rotto fosse il sonno e' sensi avessero la
loro virtú recuperata, pur gli rimase nel cerebro una
stupefazione la quale non solamente quella notte ma poi parecchie
dí il tenne stordito; e aperti gli occhi e non veggendo alcuna
cosa e sparte le mani in qua e in là, in questa arca trovandosi
cominciò a smemorare e a dir seco: "Che è questo? dove sono io? dormo io, o
son desto? Io pur mi ricordo che questa sera io venni nella camera
della mia donna, e
ora mi pare essere in una arca. Questo che vuol dire? Sarebbe il
medico tornato o
altro accidente sopravenuto, per lo quale la donna, dormendo io, qui
m'avesse nascoso? Io il credo, e fermamente cosí
serà."
[Voice: dioneo]
E per questo cominciò a star cheto
e a ascoltare se alcuna cosa sentisse; e cosí gran pezza
dimorato, stando anzi a disagio che no nell'arca che era piccola e
dogliendogli il lato in su il quale era, in su l'altro volger
vogliendosi sí destramente il fece, che, dato delle reni
nell'un de' lati della arca, la quale non era stata posta sopra luogo
iguali, la fé piegare e appresso cadere; e cadendo fece un gran
romore, per lo quale le femine che ivi allato dormivano si
destarono ed ebber paura e per paura tacettono.
[Voice: dioneo]
Ruggieri per lo cader dell'arca
dubitò forte, ma sentendola per lo cadere aperta volle avanti,
se altro avvenisse, esserne fuori che starvi dentro. E tra che egli
non sapeva dove si fosse e una cosa e un'altra, cominciò a
andar brancolando per la casa per sapere se scala o porta trovasse
donde andar se ne potesse. Il qual
brancolare sentendo le femine che deste erano, cominciarono a
dire: "Chi è là?"Ruggieri, non
conoscendo la voce non rispondea: per che le femine cominciarono a
chiamare i due giovani, li quali, per ciò che molto vegghiato
aveano, dormivan forte né sentivano d'alcuna di queste cose
niente. Laonde le femine piú paurose
divenute, levatesi e fattesi a certe finestre, cominciarono a gridare:
"Al ladro, al ladro!": per la qual cosa
perdiversi luoghi piú de' vicini, chi su per li tetti e chi per
una parte e chi per un'altra, corsono ed entrar nella casa; e i
giovani similmente desti a questo romor si levarono.
[Voice: dioneo]
E Ruggieri, il quale quivi vedendosi,
quasi di sé per maraviglia uscito, né da qual parte
fuggir si dovesse o potesse vedea, preso dierono nelle mani della
famiglia del rettor della terra, la qual quivi già era al romor
corsa; e davanti al rettor menatolo, per ciò che malvagissimo
era da tutti tenuto, senza indugio messo al martorio confessò
nella casa del prestatore essere per imbolare entrato; per che il
rettore pensò di doverlo senza troppo indugio fare impiccar per
la gola.
[Voice: dioneo]
La novella fu la mattina per tutto Salerno che Ruggieri era stato
preso ad imbolare in casa de' prestatori; il che la donna e la sua fante udendo, di tanta
maraviglia e di sí nuova fur piene, che quasi eran vicine di
far credere a se medesime che quello che fatto avevan la notte passata
non l'avesser fatto ma avesser sognato di farlo: e oltre a questo del
pericolo nel quale Ruggieri era la donna sentiva
sí fatto dolore, che quasi n'era per impazzare.
[Voice: dioneo]
Non guari appresso la mezza terza il
medico, tornato da
Amalfi domandò che
la sua acqua gli fosse recata, per ciò che medicare voleva il
suo infermo; e trovandosi la guastadetta vota, fece un gran romore che
niuna cosa in casa sua durar poteva in istato.
[Voice: dioneo]
La donna, che da altro dolore stimolata era,
rispose adirata dicendo: "Che direste voi,
maestro, d'una gran cosa, quando d'una guastadetta d'acqua versata
fate sí gran romore? Non se ne truova egli piú al
mondo?"
[Voice: dioneo]
A cui il maestro disse: "Donna, tu avvisi che quella fosse acqua chiara;
non è cosí, anzi era un'acqua lavorata da far
dormire", e contolle per che cagion fatta l'avea.
[Voice: dioneo]
Come la donna ebbe questo udito, cosí
s'avisò che Ruggieri quella avesse beuta e per
ciò loro fosse paruto morto, e disse: "Maestro, noi nol sapavamo, e per ciò rifatevi
dell'altra". Il maestro, veggendo che altro esser non poteva, fece
far della nuova.
[Voice: dioneo]
Poco appresso la fante, che per comandamento della donna era andata a saper
quello che di Ruggier si dicesse, tornò e
dissele: "Madonna, di Ruggier dice ogn'uom male, né,
per quello che io abbia potuto sentire, amico né parente alcuno
è che per aiutarlo levato si sia o si voglia levare; e credesi
per fermo che domane lo straticò il farà
impiccare. E oltre a questo vi vo' dire una
nuova cosa, che egli mi pare aver compreso come egli in casa de'
prestator pervenisse: e udite come. Voi sapete bene il legnaiulo di rimpetto
al quale era l'arca dove noi il mettemmo; egli era testé con
uno, di cui mostra che quella arca fosse, alla maggior quistion del
mondo, ché colui domandava i denari dell'arca sua e il maestro
rispondeva che egli non aveva venduta l'arca, anzi gli era la notte
stata imbolata. Al quale colui diceva: "Non è cosí, anzi l'hai venduta
alli due giovani prestatori, sí come essi
stanotte mi dissero quando io in casa loro la vidi allora che fu preso
Ruggieri." A
cui il legnaiuolo
disse: "Essi mentono, per ciò che mai
io non la vendei loro ma essi questa notte passata me l'avranno
imbolata; andiamo a loro."E sí se
ne andarono di concordia a casa i prestatori, e io me ne son qui
venuta; e, come voi potete vedere, io comprendo che in cotal guisa
Ruggieri
là dove trovato fu transportato fosse: ma come quivi si
risuscitasse, non so vedere io."
[Voice: dioneo]
La donna allora comprendendo ottimamente
come il fatto stava, disse alla fante ciò che dal medico udito aveva e
pregolla che allo scampo di Ruggieri dovesse dare aiuto,
sí come colei che, volendo, a un'ora poteva Ruggieri scampare e servare l'onor di
lei.
[Voice: dioneo]
La fante disse: "Madonna,
insegnatemi come, e io farò volentieri ogni cosa."
[Voice: dioneo]
La donna, sí come colei alla quale
strignevano i cintolini, con subito consiglio avendo avvisato
ciò che da fare era, ordinatamente di quello la fante informò.
[Voice: dioneo]
La quale primieramente se n'andò
al medico e
piagnendo gli 'ncominciò a dire: "Messere, a
me conviene domandarvi perdono d'un gran fallo il quale verso di voi
ho commesso."
[Voice: dioneo]
Disse il maestro: "E di che?"
[Voice: dioneo]
E la fante, non restando di lagrimar, disse: "Messer, voi sapete che giovane Ruggieri d'Aieroli sia, al quale,
piaccendogli io, tra per paura e per amor mi convenne uguanno divenire
amica; e sappiendo egli iersera che voi non c'eravate, tanto mi
lusingò, che io in casa vostra nella mia camera a dormir meco
il menai, e avendo egli sete né io avendo ove piú tosto
ricorrere o per acqua o per vino, non volendo che la vostra donna, la
quale in sala era, mi vedesse, ricordandomi che nella vostra camera
una guastadetta d'acqua aveva veduta, corsi per quella e sí
gliele diedi bere e la guastada riposi donde levata l'aveva; di che io
truovo che voi in casa un gran romor n'avete fatto. E certo io confesso che io feci male; ma chi è
colui che alcuna volta mal non faccia? Io ne son molto dolente
d'averlo fatto; non pertanto, per questo e per quello che poi ne
seguí, Ruggieri n'è per perdere la
persona, per che io quanto piú posso vi priego che voi mi
perdoniate e mi diate licenzia che io vada a aiutare, in quello che
per me si potrà, Ruggieri."
[Voice: dioneo]
Il medico udendo costei, con tutto che
ira avesse, motteggiando rispose: "Tu te n'hai
data la perdonanza tu stessa, per ciò che, dove tu credesti
questa notte un giovane avere che molto bene il pilliccion ti
scotesse, avesti un dormiglione; e per ciò va e procaccia la
salute del tuo amante e per innanzi ti guarda di piú in casa
non menarlo, ché io ti pagherei di questa volta e di
quella."
[Voice: dioneo]
Alla fante per la prima broccata parendo aver
ben procacciato, quanto piú tosto poté se n'andò
alla prigione dove Ruggieri era e tanto il prigionier
lusingò che egli lasciò a Ruggier favellare; la quale, poi che
informato l'ebbe di ciò che risponder dovesse allo
stradicò, se scampar volesse, tanto fece che allo
stradicò andò davanti.
[Voice: dioneo]
Il quale, prima che ascoltare la volesse,
per ciò che fresca e gagliarda era, volle una volta attaccar
l'uncino alla cristianella di Dio, e ella, per essere meglio udita,
non ne fu punto schifa; e dal macinio levatasi, disse: "Messere, voi avete qui Ruggieri d'Aieroli preso per ladro, e
non è cosí il vero."E
cominciatasi dal capo gli contò la storia infin la fine, come
ella, sua amica, in casa il medico menato l'avea e come gli avea
data bere l'acqua adoppiata non conoscendola, e come per morto l'avea
nell'arca messo; e appresso questo, ciò che tra 'l maestro
legnaiuolo e
il signor della
arca aveva udito gli disse, per quello mostrandogli come in
casa i prestatori
fosse pervenuto Ruggieri.
[Voice: dioneo]
Lo stradicò, veggendo che leggier
cosa era a ritrovare se ciò fosse vero, prima il medico domandò se
vero fosse dell'acqua, e trovò che cosí era stato: e
appresso fatti richiedere il legnaiuolo e colui di cui stata era
l'arca e' prestatori, dopo molte novelle
trovò li prestatori la notte passata aver l'arca imbolata e in
casa messalasi. Ultimamente mandò per
Ruggieri, e
domandatolo dove la sera dinanzi albergato fosse, rispose che dove
albergato si fosse non sapeva ma ben si ricordava che andato era a
albergare con la fante
del maestro Mazzeo, nella camera della quale aveva
bevuta acqua per gran sete ch'avea, ma che poi di lui stato si fosse,
se non quando in casa i prestatori destandosi s'era trovato in una
arca, egli non sapea. Lo stradicò,
queste cose udendo e gran piacer pigliandone, e alla fante e a Ruggieri e al
legnaiuolo e a' prestatori piú volte ridir le fece.
[Voice: dioneo]
Alla fine, cognoscendo Ruggieri essere
innocente, condannati i prestatori che imbolata avevan l'arca
in diece once, liberò Ruggieri; il che quanto a lui fosse
caro, niun ne domandi, e alla sua donna fu carissimo oltre misura. La qual
poi con lui insieme e con la cara fante, che dare gli aveva voluto delle
coltella, piú volte rise ed ebbe festa, il loro amore e il loro
sollazzo sempre continuando di bene in meglio: il che vorrei che
cosí a me avvenisse ma non d'esser messo nell'arca.