[Voice: boccaccio]
Tedaldo, turbato con una sua donna, si
parte di Firenze; tornavi
in forma di peregrino dopo alcun tempo; parla con la donna e falla del
suo error conoscente, e libera il marito di lei da morte, che lui gli
era provato che aveva ucciso, e co' fratelli il pacefica; e poi
saviamente colla sua donna si gode.
[Voice: boccaccio]
Già si taceva Fiammetta lodata da tutti, quando la reina, per non perder tempo,
prestamente ad Emilia
commise il ragionare; la qual cominciò:
[Voice: emilia]
A me piace nella nostra città ritornare, donde alle
due passate piacque di dipartirsi, e come uno nostro cittadino la sua
donna perduta racquistasse mostrarvi.
[Voice: emilia]
Fu adunque in Firenze un nobile giovane, il cui nome fu
Tedaldo degli
Elisei, il quale d'una donna, monna Ermellina chiamata e moglie d'uno Aldobrandino Palermini,
innamorato oltre misura per gli suoi laudevoli costumi, meritò
di godere del suo disiderio. Al qual piacere
la Fortuna , nimica de' felici, s'oppose; per ciò che, qual che
la cagion si fosse, la donna, avendo di sé a Tedaldo compiaciuto un
tempo, del tutto si tolse dal volergli piú compiacere,
né a non volere non solamente alcuna sua ambasciata ascoltare
ma vedere in alcuna maniera; di che egli entrò in fiera
malinconia e ispiacevole, ma sí era questo suo amor celato, che
della sua malinconia niuno credeva ciò essere la cagione.
[Voice: emilia]
E poiché egli in diverse maniere
si fu molto ingegnato di racquistare l'amore che senza sua colpa gli
pareva aver perduto, e ogni fatica trovando vana, a doversi dileguar
del mondo, per non far lieta colei che del suo male era cagione di
vederlo consumare, si dispose. E presi quegli denari che aver
poté, segretamente, senza far motto ad amico o a parente, fuor
che ad un suo compagno il quale ogni cosa sapea, andò via e
pervenne ad Ancona, Filippo di San Lodeccio
faccendosi chiamare; e quivi con un ricco mercatante accontatosi, con
lui si mise per servidore e in su una sua nave con lui insieme
n'andò in Cipri. I costumi del
quale e le maniere piacquero sí al mercatante, che non
solamente buon salario gli assegnò, ma il fece in parte suo
compagno, oltre a ciò gran parte de' suoi fatti mettendogli tra
le mani: li quali esso fece sí bene e con tanta sollicitudine,
che esso in pochi anni divenne buono e ricco mercatante e
famoso. Nelle quali faccende, ancora che spesso della sua crudel donna
si ricordasse, e fieramente fosse da amor trafitto e molto disiderasse
di rivederla, fu di tanta constanzia che sette anni vinse quella
battaglia. Ma avvenne che, udendo egli un
dí in Cipri cantare
una canzone già da lui stata fatta, nella quale l'amore che
alla sua donna portava ed ella a lui e il piacer che di lei aveva si
raccontava, avvisando questo non dover potere essere, che ella
dimenticato l'avesse, in tanto disidero di rivederla s'accese, che,
piú non potendo sofferir si dispose a tornar in Firenze.
[Voice: emilia]
E, messa ogni sua cosa in ordine, se ne
venne con un suo fante solamente ad Ancona, dove essendo ogni sua roba giunta,
quella ne mandò a Firenze ad alcuno amico dell'ancontano suo
compagno, ed egli celatamente, in forma di pellegrino che dal Sepolcro venisse, col fante
suo se ne venne appresso; e in Firenze giunti, se n'andò ad uno
alberghetto di due fratelli che vicino era alla casa della sua donna.
Né prima andò in altra parte
che davanti alla casa di lei, per vederla se potesse. Ma egli vide le
finestre e le porti e ogni cosa serrata; di che egli dubitò
forte che morta non fosse o di quindi mutatasi. Per che, forte
pensoso, verso la casa de' fratelli se n'andò, davanti la quale
vide quattro suoi fratelli tutti di nero vestiti, di che egli si
maravigliò molto: e conoscendosi in tanto trasfigurato e
d'abito e di persona da quello che esser soleva quando si
partí, che di leggieri non potrebbe essere stato riconosciuto,
sicuramente s'accostò ad un calzolaio e domandollo perché
di nero fossero vestiti costoro.
[Voice: emilia]
Al quale il calzolaio rispose: "Coloro sono di nero vestiti, per ciò che
e' non sono ancora quindici dí che un lor fratello, che di gran
tempo non c'era stato, che avea nome Tedaldo fu ucciso; e parmi intendere
che egli abbiano provato alla corte che uno che ha nome Aldobrandino Palermini, il
quale è preso, l'uccidesse, per ciò che egli voleva bene
alla moglie ed eraci tornato sconosciuto per esser con lei."
[Voice: emilia]
Maravigliossi forte Tedaldo che alcuno in tanto il
simigliasse, che fosse creduto lui; e della sciagura d'Aldobrandino gli dolfe. E
avendo sentito che la donna era viva e sana, essendo già notte,
pieno di vari pensieri se ne tornò all'albergo, e poi che
cenato ebbe insieme col fante suo, quasi nel piú alto della
casa fu messo a dormire. Quivi, sí
per li molti pensieri che lo stimolavano e sí per la
malvagità del letto e forse per la cena ch'era stata magra,
essendo già la metà della notte andata, non s'era ancor
potuto Tedaldo
addormentare: per che, essendo desto, gli parve in su la mezza notte
sentire d'in su il tetto della casa scender nella casa persone, e
appresso per le fessure dell'uscio della camera vide là su
venire un lume. Per che, chetamente alla
fessura accostatosi, cominciò a guardare che ciò volesse
dire, e vide una giovane assai bella tener questo lume, e verso lei
venir tre uomini che del tetto quivi eran discesi; e dopo alcuna festa
insieme fattasi, disse l'un di loro alla giovane: "Noi possiamo, lodato sia Iddio,
oggimai star sicuri, per ciò che noi sappiamo fermamente che la
morte di Tedaldo
Elisei è stata provata da' fratelli addosso ad Aldobrandin Palermini, ed
egli l'ha confessata e già è scritta la sentenzia; ma
ben si vuol nondimeno tacere, per ciò che, se mai si risapesse
che noi fossimo stati, noi saremmo a quel medesimo pericolo che
è Aldobrandino." E questo detto con la
donna, che forte di ciò si mostrò lieta, se ne sciesono
e andarsi a dormire.
[Voice: emilia]
Tedaldo, udito questo, cominciò
a riguardare quanti e quali fossero gli errori che potevano cadere
nelle menti degli uomini, prima pensando a' fratelli che uno strano
avevano pianto e sepellito in luogo di lui, e appresso lo innocente
per falsa suspizione accusato, e con testimoni non veri averlo
condotto a dover morire, e oltre a ciò la cieca severità
delle leggi e de' rettori, li quali assai volte, quasi solliciti
investigatori del vero, incrudelendo fanno il falso provare, e
sé ministri dicono della giustizia e di Dio, dove sono della
iniquità e del diavolo esecutori. Appresso questo alla salute
d'Aldobrandino il
pensier volse, e seco ciò che a fare avesse compose.
[Voice: emilia]
E come levato fu la mattina, lasciato il
suo fante, quando tempo gli parve, solo se n'andò verso la casa
della sua donna; e per ventura trovata la porta aperta, entrò
dentro e vide la sua donna sedere in terra in una saletta terrena che
ivi era, ed era tutta piena di lagrime e d'amaritudine, e quasi per
compassione ne lagrimò, e avvicinatolesi disse: "Madonna, non vi tribolate: la vostra pace è
vicina."
[Voice: emilia]
La donna, udendo costui, levò alto
il viso e piagnendo disse: "Buono uomo, tu mi pari
un pellegrin forestiere; che sai tu di pace o di mia
afflizione?"
[Voice: emilia]
Rispose allora il pellegrino: "Madonna, io son di Costantinopoli e giungo testé
qui mandato da Dio a convertire le vostre lagrime in riso e di
liberare da morte il vostro marito."
[Voice: emilia]
"Come," disse la
donna "se tu di Costantinopoli se' e giugni pur
testé qui, sai tu chi mio marito o io ci siamo?"
[Voice: emilia]
Il pellegrino, da capo fattosi, tutta la
istoria della angoscia d'Aldobrandino raccontò e a lei
disse chi ella era, quanto tempo stata maritata e altre cose assai, le
quali egli molto ben sapeva de' fatti suoi; di che la donna si
maravigliò forte, e avendolo per uno profeta, gli
s'inginocchiò a' piedi, per Dio pregandolo che, se per la
salute d'Aldobrandino era venuto, che egli
s'avacciasse, per ciò che il tempo era brieve.
[Voice: emilia]
Il pellegrino, mostrandosi molto santo
uomo, disse: "Madonna, levate su e non piagnete,
e attendete bene a quello che io vi dirò, e guardatevi bene di
mai ad alcun non dirlo. Per quello che Iddio mi riveli, la
tribulazione la qual voi avete v'è per un peccato, il qual voi
commetteste già, avvenuta, il quale Domenedio ha voluto in
parte purgare con questa noia, e vuole del tutto che per voi
s'ammendi; se non, sí ricadereste in troppo maggiore
affanno."
[Voice: emilia]
Disse allora la donna: "Messere, io ho peccati assai, né so qual
Domenedio piú un che un altro si voglia che io m'ammendi; e per
ciò, se voi il sapete, ditelmi, e io ne farò ciò
che io potrò per ammendarlo."
[Voice: emilia]
"Madonna," disse
allora il pellegrino"io so bene quale egli
è, né ve ne domanderò per saperlo meglio, ma per
ciò che voi medesima dicendolo n'abbiate piú
rimordimento. Ma vegnamo al fatto. Ditemi, ricordavi egli che voi mai
aveste alcuno amante?"
[Voice: emilia]
La donna, udendo questo, gittò un
gran sospiro e maravigliossi forte, non credendo che mai alcuna
persona saputo l'avesse, quantunque di que' dí, che ucciso era
stato colui che per Tedaldo fu sepellito, se ne bucinasse
per certe parolette non ben saviamente usate dal compagno di Tedaldo che ciò
sapea, e rispose: "Io
veggio che Idio vi dimostra tutti i segreti degli uomini, e per
ciò io son disposta a non celarvi i miei. Egli il è vero
che nella mia giovanezza io amai sommamente lo sventurato giovane la
cui morte è apposta al mio marito: la qual morte io ho tanto
pianta, quanto dolent'è a me; per ciò che, quantunque io
rigida e salvatica verso lui mi mostrassi anzi la sua partita,
né la sua partita, né la sua lunga dimora, né
ancora la sventurata morte me l'hanno potuto trarre del cuore."
[Voice: emilia]
A cui il pellegrin disse: "Lo sventurato giovane che fu morto non amaste voi
mai, ma Tedaldo
Elisei sí. Ma ditemi: qual fu la cagione per la quale
voi con lui vi turbaste? offesevi egli giammai?"
[Voice: emilia]
A cui la donna rispose: "Certo no, che egli non mi offese mai; ma la cagione
del cruccio furono le parole d'un maladetto frate, dal quale io una
volta mi confessai; per ciò che, quando io gli dissi l'amore il
quale io a costui portava e la dimestichezza che io aveva seco, mi
fece un romore in capo che ancor mi spaventa, dicendomi che, se io non
me ne rimanessi, io n'andrei in bocca del diavolo nel profondo del
Ninferno e sarei messa nel fuoco pennace. Di
che sí fatta paura m'entrò, che io del tutto mi disposi
a non voler piú la dimestichezza di lui; e per non averne
cagione, né sua lettera né sua ambasciata piú
volli ricevere; come che io credo, se piú fosse perseverato,
(come, per quello che io presumma, egli se n'andò disperato),
veggendolo io consumare come si fa la neve al sole, il mio duro
proponimento si sarebbe piegato, per ciò che niun disidero al
mondo maggiore avea."
[Voice: emilia]
Disse allora il pellegrino: "Madonna, questo è sol quel peccato che ora
vi tribola. Io so fermamente che Tedaldo non vi fece forza alcuna:
quando voi di lui v'innamoraste, di vostra propria volontà il
faceste, piacendovi egli; e, come voi medesima voleste, a voi venne e
usò la vostra dimestichezza, nella quale e con parole e con
fatti tanta di piacevolezza gli mostraste che, se egli prima v'amava,
in ben mille doppi faceste l'amor raddoppiare. E se cosí fu, che so che fu, qual cagion vi
dovea poter muovere a torglivi cosí rigidamente? Queste cose si
volevan pensare innanzi tratto; e se credevate dovervene, come di mal
far, pentere, non farle. Cosí come egli divenne vostro,
cosí diveniste voi sua. Che egli non
fosse vostro potavate voi fare ad ogni vostro piacere, sí come
del vostro, ma il voler tor voi a lui, che sua eravate, questa era
ruberia e sconvenevole cosa, dove sua volontà stata non fosse.
Or voi dovete sapere che io son frate, e per
ciò li loro costumi io conosco tutti; e se io ne parlo alquanto
largo ad utilità di voi, non mi si disdice come farebbe ad un
altro, ed egli mi piace di parlarne, acciò che per innanzi
meglio li conosciate che per addietro non pare che abbiate fatto.
Furon già i frati santissimi e
valenti uomini, ma quegli che oggi frati si chiamano e cosí
vogliono esser tenuti, niuna altra cosa hanno di frate se non la
cappa, né quella altressí è di frate, per
ciò che, dove dagl'inventori de' frati furono ordinate strette
e misere e di grossi panni e dimostratrici dello animo, il quale le
temporali cose disprezzate avea quando il corpo in cosí vile
abito avviluppava, essi oggi le fanno larghe e doppie e lucide e di
finissimi panni, e quelle in forma hanno recate leggiadria e
pontificale, in tanto che paoneggiar con esse nelle chiese e nelle
piazze, come con le loro robe i secolari fanno, non si vergognano
E quale col giacchio il pescatore d'occupare
nel fiume molti pesci ad un tratto, cosí costoro colle fimbrie
ampissime avvolgendosi, molte pinzochere, molte vedove, molte altre
sciocche femine e uomini d'avvilupparvi sotto s'ingegnano, ed è
lor maggior sollicitudine che d'altro esercizio. E per ciò,
acciò ch'io piú vero parli, non le cappe de' frati hanno
costoro, ma solamente i colori delle cappe. E dove gli antichi la salute disideravan degli uomini,
quegli d'oggi disiderano le femine e le ricchezze; e tutto il loro
studio hanno posto e pongono in ispaventare con romori e con dipinture
le menti delli sciocchi e in mostrare che con limosine i peccati si
purghino e colle messe, acciò che a loro, che per viltà,
non per divozione, sono rifuggiti a farsi frati, e per non durar
fatica, porti questi il pane, colui mandi il vino, quello altro faccia
la pietanza per l'anima de' lor passati. E
certo egli è il vero che le elimosine e le orazion purgano i
peccati; ma se coloro che le fanno vedessero a cui le fanno o il
conoscessero, piú tosto o a sé il guarderieno o dinanzi
ad altrettanti porci il gitterieno. E per ciò che essi
conoscono, quanti meno sono i possessori d'una gran ricchezza, tanto
piú stanno ad agio, ogn'uno con romori e con ispaventamenti
s'ingegna di rimuovere altrui da quello a che esso di rimaner solo
disidera. Essi sgridano contra gli uomini la
lussuria, acciò che, rimovendosene gli sgridati, agli
sgridatori rimangano le femine; essi dannan l'usura e i malvagi
guadagni, acciò che, fatti restitutori di quegli, si possano
fare le cappe piú larghe, procacciare i vescovadi e l'altre
prelature maggiori, di ciò che mostrato hanno dover menare a
perdizione chi l'avesse. E quando di queste
cose e di molte altre che sconce fanno ripresi sono, l'avere risposto:
"Fate quello che noi diciamo e non quello che noi
facciamo" estimano che sia degno scaricamento d'ogni grave peso,
quasi piú alle pecore sia possibile l'esser costanti e di ferro
che a' pastori. E quanti sien quegli a' quali essi fanno cotal
risposta, che non la intendono per lo modo che essi la dicono, gran
parte di loro il sanno. Vogliono gli odierni
frati che voi facciate quello che dicono, cioè che voi empiate
loro le borse di denari, fidiate loro i vostri segreti, serviate
castità, siate pazienti, perdoniate le 'ngiurie, guardiatevi
del mal dire: cose tutte buone, tutte oneste, tutte sante; ma queste
perché? Perché essi possan far quello che, se i secolari
faranno, essi far non potranno. Chi non sa
che senza denari la poltroneria non può durare? Se tu ne' tuoi
diletti spenderai i denari, il frate non potrà poltroneggiar
nell'Ordine; se tu andrai alle femine da torno, i frati non avranno
lor luogo; se tu non sarai paziente o perdonator d'ingiurie, il frate
non ardirà di venirti a casa a contaminare la tua
famiglia. Perché vo io dietro a ogni cosa? Essi s'accusano quante volte nel cospetto
degl'intendenti fanno quella scusa. Perché non si stanno egli
innanzi a casa, se astinenti e santi non si credon potere essere? o se
pure a questo dar si vogliono, perché non seguitano quell'altra
santa parola dell'Evangelio: "Incominciò
Cristo a fare e a insegnare"? Facciano
in prima essi, poi ammaestrin gli altri. Io n'ho de' miei dí
mille veduti vagheggiatori, amatori, visitatori, non solamente delle
donne secolari ma de' monisteri; e pur di quegli che maggior romor
fanno in su i pergami! A quegli adunque cosí fatti andrem
dietro? Chi 'l fa, fa quel che vuole, ma Idio sa
se egli fa saviamente. Ma posto pur
che in questo sia da concedere ciò che il frate che vi
sgridò disse, cioè che gravissima colpa sia rompere la
matrimonial fede, non è molto maggiore il rubare uno uomo? non
è molto maggiore l'ucciderlo o il mandarlo in essilio tapinando
per lo mondo? Questo concederà
ciascuno. L'usare la dimestichezza d'uno uomo una donna è
peccato naturale; il rubarlo o l'ucciderlo o il discacciarlo da
malvagità di mente procede. Che voi rubaste Tedaldo già di sopra v'è
dimostrato, togliendoli voi, che sua di vostra spontanea
volontà eravate divenuta. Appresso
dico che, in quanto in voi fu, voi l'uccideste, per ciò che per
voi non rimase, mostrandovi ogn'ora piú crudele, che egli non
s'uccidesse colle sue mani; e la legge vuole che colui che è
cagione del male che si fa sia in quella medesima colpa che colui che
'l fa. E che voi del suo essilio e
dell'essere andato tapin per lo mondo sette anni non siate cagione,
questo non si può negare, sí che molto maggiore peccato
avete commesso in qualunque s'è l'una di queste tre cose dette
che nella sua dimestichezza non commettavate. Ma veggiamo: forse che
Tedaldo
meritò queste cose? Certo non fece: voi medesima già
confessato l'avete; senza che io so che egli piú che sé
v'ama. Niuna cosa fu mai tanto onorata,
tanto esaltata, tanto magnificata quanto eravate voi sopra ogn'altra
donna da lui, se in parte si trovava dove onestamente e senza generar
sospetto di voi potea favellare. Ogni suo bene, ogni suo onore, ogni
sua libertà, tutta nelle vostre mani era da lui
rimessa. Non era egli nobile giovane? non
era egli tra gli altri suoi cittadin bello? non era egli valoroso in
quelle cose che a' giovani s'appartengono? non amato, non avuto caro,
non volentier veduto da ogni uomo? Né
di questo direte di no. Adunque come, per detto d'un fraticello pazzo
bestiale e invidioso, poteste voi alcun proponimento crudele pigliare
contro a lui? Io non so che errore
s'è quello delle donne, le quali gli uomini schifano e
prezzangli poco; dove esse, pensando a quello che elle sono e quanta e
qual sia la nobiltà da Dio oltre ad ogn'altro animale data
all'uomo, si dovrebbon gloriare quando da alcuno amate sono, e colui
aver sommamente caro e con ogni sollicitudine ingegnarsi di
compiacergli, acciò che da amarla non si rimovesse
giammai. Il che come voi faceste, mossa
dalle parole d'un frate, il qual per certo doveva esser alcun
brodaiuolo manicator di torte, voi il vi sapete; e forse disiderava
egli di porre sé in quello luogo, onde egli s'ingegnava di
cacciar altrui. Questo peccato adunque
è quello, che la divina giustizia, la quale con giusta bilancia
tutte le sue operazion mena ad effetto, non ha voluto lasciare
impunito; e cosí come voi senza ragione v'ingegnaste di tor voi
medesima a Tedaldo,
cosí il vostro marito senza ragione per Tedaldo è stato ed è
ancora in pericolo, e voi in tribulazione. Dalla quale se liberata esser volete, quello che a voi
conviene promettere e molto maggiormente fare, è questo: se mai
avviene che Tedaldo
dal suo lungo sbandeggiamento qui torni, la vostra grazia, il vostro
amore, la vostra benivolenzia e dimestichezza gli rendiate e in quello
stato il ripognate nel quale era avanti che voi scioccamente credeste
al matto frate."
[Voice: emilia]
Aveva il pellegrino le sue parole finite, quando
la donna, che
attentissimamente le raccoglieva, per ciò che verissime le
parevan le sue ragioni, e sé per certo per quel peccato, a lui
udendol dire, estimava tribolata, disse: "Amico di Dio, assai conosco vere le cose le quali
ragionate, e in gran parte per la vostra dimostrazione conosco chi
sieno i frati, infino ad ora da me tutti santi tenuti; e senza dubbio
conosco il mio difetto essere stato grande in ciò che contro a
Tedaldo adoperai, e
se per me si potesse, volentieri l'amenderei nella maniera che detta
avete; ma questo come si può fare? Tedaldo non ci potrà mai
tornare; egli è morto; e per ciò quello che non si dee
poter fare non so perché bisogni che io il vi prometta."
[Voice: emilia]
A cui il pellegrin disse: "Madonna, Tedaldo non è punto morto, per
quello che Iddio mi dimostri, ma è vivo e sano e in buono
stato, se egli la vostra grazia avesse."
[Voice: emilia]
Disse allora la donna: "Guardate che voi
diciate; io il vidi morto davanti alla mia porta di piú punte
di coltello, ed ebbilo in queste braccia e di molte mie lagrime gli
bagnai il morto viso, le quali forse furon cagione di farne parlare
quel cotanto che parlato se n'è disonestamente."
[Voice: emilia]
Allora disse il pellegrino: "Madonna, che che voi vi diciate, io v'accerto che
Tedaldo è
vivo; e, dove voi quello prometter vogliate per doverlo attenere, io
spero che voi il vedrete tosto."
[Voice: emilia]
La donna allora disse: "Questo fo io e farò volentieri; né cosa
potrebbe avvenire che simile letizia mi fosse, che sarebbe il vedere
il mio marito libero senza danno e Tedaldo vivo."
[Voice: emilia]
Parve allora a Tedaldo tempo di palesarsi e di
confortare la donna con piú certa speranza del suo marito, e
disse: "Madonna, acciò che io vi consoli
del vostro marito, un gran segreto mi vi convien dimostrare, il quale
guarderete che per la vita vostra voi mai non manifestiate."
[Voice: emilia]
Essi erano in parte assai rimota e soli,
somma confidenzia avendo la donna presa della santità che nel
pellegrino le
pareva che fosse; per che Tedaldo, tratto fuori uno anello
guardato da lui con somma diligenza, il quale la donna gli avea donato
l'ultima notte che con lei era stato, e mostrando gliele disse: "Madonna, conoscete voi questo?"
[Voice: emilia]
Come la donna il vide, cosí il riconobbe, e
disse: "Messer sí, io il donai già a
Tedaldo."
[Voice: emilia]
Il pellegrino allora, levatosi in
piè e prestamente la schiavina gittatasi di dosso e di capo il
cappello e fiorentin parlando, disse: "E me
conoscete voi?"
[Voice: emilia]
Quando la donna il vide, conoscendo lui esser Tedaldo, tutta
stordí, cosí di lui temendo come de' morti corpi, se poi
veduti andare come vivi, si teme; e non come Tedaldo venuto di Cipri a riceverlo gli si fece incontro, ma
come Tedaldo dalla
sepoltura quivi tornato fosse, fuggir si volle temendo.
[Voice: emilia]
A cui Tedaldo disse: "Madonna, non dubitate, io sono il vostro Tedaldo vivo e sano, e
mai né mori' né fui morto, che che voi e i miei fratelli
si credano."
[Voice: emilia]
La donna, rassicurata alquanto e tenendo la
sua voce e alquanto piú riguardatolo e seco affermando che per
certo egli era Tedaldo, piagnendo gli si gittò
al collo e baciollo, dicendo: "Tedaldo mio dolce, tu sii il ben
tornato!"
[Voice: emilia]
Tedaldo, baciata e abbracciata lei,
disse: "Madonna, egli non è or tempo da
fare piú strette accoglienze; io voglio andare a fare che Aldobrandino vi sia sano e
salvo renduto, della qual cosa spero che avanti che doman sia sera voi
udirete novelle che vi piaceranno; sí veramente, se io l'ho
buone, come io credo, della sua salute, io voglio stanotte poter venir
da voi e contarlevi per piú agio che al presente non
posso."
[Voice: emilia]
E rimessasi la schiavina e 'l cappello,
basciata un'altra volta la donna e con buona speranza riconfortatala,
da lei si partí e colà se n'andò dove Aldobrandino in prigione
era, piú di paura della soprastante morte pensoso che di
speranza di futura salute; e quasi in guisa di confortatore col
piacere dei prigionieri a lui se n'entrò, e postosi con lui a
sedere, gli disse: "Aldobrandino, io sono un tuo amico a te
mandato da Dio per la tua salute, al quale per la tua innocenzia
è di te venuta pietà; e per ciò, se a reverenza
di lui un picciol dono che io ti domanderò conceder mi vuoli,
senza alcun fallo avanti che doman sia sera, dove tu la sentenzia
della morte attendi, quella della tua assoluzione udirai."
[Voice: emilia]
A cui Aldobrandin rispose: "Valente uomo, poi che tu della mia salute se'
sollicito, come che io non ti conosca né mi ricordi mai
piú averti veduto, amico dei essere come tu di'. E nel vero il
peccato per lo quale uom dice che io debbo essere a morte giudicato,
io nol commisi giammai; assai degli altri ho già fatti, li
quali forse a questo condotto m'hanno. Ma cosí ti dico a
reverenza di Dio, se egli ha al presente misericordia di me, ogni gran
cosa, non che una picciola, farei volentieri, non che io promettessi;
e però quello che ti piace addomanda, ché senza fallo,
ov'egli avvenga che io scampi, io lo serverò
fermamente."
[Voice: emilia]
Il pellegrino allora disse: "Quello che io voglio niun'altra cosa è se
non che tu perdoni a' quattro fratelli di Tedaldo l'averti a questo punto
condotto, te credendo nella morte del lor fratello esser colpevole, e
abbigli per fratelli e per amici, dove essi di questo ti dimandin
perdono."
[Voice: emilia]
A cui Aldobrandin rispose: "Non sa quanto
dolce cosa si sia la vendetta, né con quanto ardor si disideri,
se non chi riceve l'offese; ma tuttavia, acciò che Idio alla
mia salute intenda, volentieri loro perdonerò e ora loro
perdono; e se io quinci esco vivo e scampo, in ciò fare quella
maniera terrò che a grado ti fia."
[Voice: emilia]
Questo piacque al pellegrino, e senza volergli dire
altro, sommamente il pregò che di buon cuore stesse, ché
per certo che, avanti che il seguente giorno finisse, egli udirebbe
novella certissima della sua salute.
[Voice: emilia]
E da lui partitosi, se n'andò alla
signoria, e in segreto ad un cavaliere che quella tenea disse
cosí: "Signor mio, ciascun dee volentieri
faticarsi in far che la verità delle cose si conosca, e
massimamente coloro che tengono il luogo che voi tenete, acciò
che coloro non portino le pene che non hanno il peccato commesso e i
peccatori sien puniti. La qual cosa acciò che avvenga, in onor
di voi e in male di chi meritato l'ha, io son qui venuto a
voi. E come voi sapete, voi avete
rigidamente contro Aldobrandin Palermini proceduto, e parvi
aver trovato per vero lui essere stato quello che Tedaldo Elisei uccise, e siete per
condannarlo; il che è certissimamente falso, sí come io
credo avanti che mezza notte sia, dandovi gli ucciditori di quel
giovane nelle mani, avervi mostrato."
[Voice: emilia]
Il valoroso uomo, al quale d'Aldobrandino increscea,
volentier diede orecchi alle parole del pellegrino; e molte cose da lui sopra
ciò ragionate, per sua introduzione in su 'l primo sonno i due
fratelli albergatori e il lor fante a man salva prese; e lor volendo,
per rinvenire come stata fosse la cosa, porre al martorio, nol
soffersero, ma ciascun per sé e poi tutti insieme apertamente
confessarono sé essere stati coloro che Tedaldo Elisei ucciso aveano, non
conoscendolo. Domandati della cagione, dissero per ciò che egli
alla moglie dell'un di loro, non essendovi essi nello albergo, aveva
molta noia data e volutola sforzare a fare il voler suo.
[Voice: emilia]
Il pellegrino, questo avendo saputo, con
licenzia del gentile uomo si partí, e occultamente alla casa di
madonna Ermellina se ne
venne; e lei sola, essendo ogn'altro della casa andato a dormire,
trovò che l'aspettava, parimente disiderosa d'udire buone
novelle del marito e di riconciliarsi pienamente col suo Tedaldo: alla qual
venuto, con lieto viso disse: "Carissima donna
mia, rallegrati, ché per certo tu riavrai domane qui sano e
salvo il tuo Aldobrandino;" e per darle di
ciò piú intera credenza, ciò che fatto avea
pienamente le raccontò.
[Voice: emilia]
La donna di due cosí fatti
accidenti e cosí subiti, cioè di riaver Tedaldo vivo, il quale
veramente credeva aver pianto morto, e di veder libero dal pericolo
Aldobrandino, il
quale fra pochi dí si credeva dover piagner morto, tanto lieta
quanto altra ne fosse mai, affettuosamente abbracciò e
baciò il suo Tedaldo; e andatisene insieme a letto,
di buon volere fecero graziosa e lieta pace, l'un dell'altro prendendo
dilettosa gioia. E come il giorno
s'appressò, Tedaldo levatosi, avendo già
alla donna mostrato ciò che fare intendeva e da capo pregatola
che occultissimo fosse, pure in abito pellegrino si uscí della casa
della donna, per dovere, quando ora fosse, attendere a' fatti d'Aldobrandino.
[Voice: emilia]
La signoria, venuto il giorno, e
parendole piena informazione avere dell'opera, prestamente Aldobrandino
liberò, e pochi dí appresso a' malfattori, dove commesso
avevan l'omicidio, fece tagliar la testa. Essendo adunque libero Aldobrandino, con gran
letizia di lui e della sua donna e di tutti i suoi amici e parenti, e
conoscendo manifestamente ciò essere per opera del pellegrino avvenuto, lui
alla lor casa condussero per tanto quanto nella città gli
piacesse di stare; e quivi di fargli onore e festa non si potevano
veder sazi, e spezialmente la donna, che sapeva a cui farlosi.
[Voice: emilia]
Ma parendogli dopo alcun dí tempo
di dovere i fratelli riducere a concordia con Aldobrandino, li quali esso sentiva non
solamente per lo suo scampo scornati, ma armati per tema,
domandò ad Aldobrandino la promessa. Aldobrandino liberamente
rispose sé essere apparecchiato. A
cui il pellegrino
fece per lo seguente dí apprestare un bel convito, nel quale
gli disse che voleva che egli co' suoi parenti e colle sue donne
ricevesse i quattro fratelli e le lor donne, aggiugnendo che esso
medesimo andrebbe incontanente ad invitargli alla sua pace e al suo
convito da sua parte. E essendo Aldobrandino di quanto al
pellegrino piaceva
contento, il pellegrino tantosto n'andò a' quattro fratelli, e
con loro assai delle parole che intorno a tal materia si richiedeano
usate, al fine con ragioni irrepugnabili assai agevolmente gli
condusse a dovere, domandando perdono, l'amistà d'Aldobrandino racquistare:
e questo fatto, loro e le lor donne a dover desinare la seguente
mattina con Aldobrandino gl'invitò; ed essi
liberamente, della sua fé sicurati, tennero lo 'nvito.
[Voice: emilia]
La mattina adunque seguente, in su l'ora
del mangiare, primieramente i quattro fratelli di Tedaldo, cosí vestiti di nero
come erano, con alquanti loro amici vennero a casa Aldobrandino, che gli attendeva; e
quivi, davanti a tutti coloro che a fare lor compagnia erano stati da
Aldobrandino
invitati, gittate l'armi in terra, nelle mani d'Aldobrandino si rimisero, perdonanza
domandando di ciò che contro a lui avevano
adoperato. Aldobrandino lagrimando pietosamente gli
ricevette; e tutti basciandogli in bocca, con poche parole
spacciandosi, ogni ingiuria ricevuta rimise. Appresso costoro le
sirocchie e le mogli loro, tutte di bruno vestite vennero, e da
madonna Ermellina e
dall'altre donne graziosamente ricevute furono.
[Voice: emilia]
E essendo stati magnificamente serviti
nel convito gli uomini parimente e le donne, né avendo avuto in
quello cosa alcuna altro che laudevole, se non una, la
taciturnità stata per lo fresco dolore rappresentato ne'
vestimenti oscuri de' parenti di Tedaldo (per la qual cosa da alquanti
il diviso e lo 'nvito del pellegrino era stato biasimato ed egli se
n'era accorto), come seco disposto avea, venuto il tempo da torla via,
si levò in piè, mangiando ancora gli altri le frutte, e
disse: "Niuna cosa
è mancata a questo convito a doverlo far lieto, se non Tedaldo; il quale, poi
che avendolo avuto continuamente con voi non lo avete conosciuto, io
il vi voglio mostrare."
[Voice: emilia]
E di dosso gittatasi la schiavina e ogni
abito pellegrino, in una giubba di zendado verde rimase, e non senza
grandissima maraviglia di tutti guatato e riconosciuto fu lungamente,
avanti che alcun s'arrischiasse a credere ch'el fosse
desso. Il che Tedaldo vedendo, assai de' lor
parentadi, delle cose tra loro avvenute, de' suoi accidenti
raccontò. Per che i fratelli e gli altri uomini, tutti di
lagrime d'allegrezza pieni, ad abbracciare il corsero, e il
simigliante appresso fecer le donne, cosí le non parenti come
le parenti, fuor che monna Ermellina.
[Voice: emilia]
Il che Aldobrandin veggendo disse: "Che è questo, Ermellina? Come non fai tu, come l'altre
donne, festa a Tedaldo?"
[Voice: emilia]
A cui, udenti tutti, la donna rispose: "Niuna ce n'è che piú volentieri gli
abbia fatto festa o faccia, che farei io, sí come colei che
piú gli è tenuta che alcuna altra, considerato che per
le sue opere io t'abbia riavuto; ma le disoneste parole dette ne'
dí che noi piagnemmo colui che noi credevam Tedaldo, me ne fanno stare."
[Voice: emilia]
A cui Aldobrandin disse: "Va via, credi tu che io creda agli abbaiatori?
Esso, procacciando la mia salute, assai bene dimostrato ha quello
essere stato falso, senza che io mai nol credetti; tosto leva
sú, va abbraccialo."
[Voice: emilia]
La donna, che altro non desiderava, non
fu lenta in questo ad ubbidire il marito; per che, levatasi, come
l'altre avevan fatto, cosí ella abbracciandolo gli fece lieta
festa. Questa liberalità d'Aldobrandino piacque molto ai fratelli
di Tedaldo, e a
ciascuno uomo e donna che quivi era; e ogni rugginuzza, che fosse nata
nelle menti d'alcuni dalle parole state, per questo si tolse via.
Fatta adunque da ciascun festa a Tedaldo, esso medesimo
stracciò li vestimenti neri in dosso a' fratelli e i bruni alle
sirocchie e alle cognate; e volle che quivi altri vestimenti si
facessero venire; li quali poi che rivestiti furono, canti e balli e
altri sollazzi vi si fecero assai; per la qual cosa il convito, che
tacito principio avuto avea, ebbe sonoro fine. E con grandissima
allegrezza, cosí come eran, tutti a casa di Tedaldo n'andarono, e quivi la sera
cenarono; e piú giorni appresso, questa maniera tegnendo, la
festa continuarono.
[Voice: emilia]
Li fiorentini piú giorni quasi
come un uomo risuscitato e maravigliosa cosa riguardaron Tedaldo; e a molti, e a'
fratelli ancora, n'era un cotal dubbio debole nell'animo se fosse
desso o no, e nol credevano ancor fermamente, né forse avrebber
fatto a pezza, se un caso avvenuto non fosse che lor chiarò chi
fosse stato l'ucciso; il quale fu questo.
[Voice: emilia]
Passavano un giorno fanti di Lunigiana davanti a casa loro, e vedendo
Tedaldo gli si
fecero incontro dicendo: "Ben possa stare Faziuolo!"
[Voice: emilia]
A' quali Tedaldo in presenzia de' fratelli
rispose: "Voi m'avete colto in iscambio."
[Voice: emilia]
Costoro, udendol parlare, si
vergognarono, e chiesongli perdono dicendo: "In
verità che voi risomigliate, piú che uomo che noi
vedessimo mai risomigliare un altro, un nostro compagno, il quale si
chiama Faziuolo da
Pontremoli, che venne, forse quindici dí o poco
piú fa, qua, né mai potemmo poi sapere che di lui si
fosse. Bene è vero che noi ci maravigliavamo dello abito, per
ciò che esso era, sí come noi siamo, masnadiere."
[Voice: emilia]
Il maggior fratel di Tedaldo, udendo questo, si fece innanzi
e domandò di che fosse stato vestito quel Faziuolo. Costoro il dissero, e trovossi
appunto cosí essere stato come costor dicevano; di che, tra per
questi e per gli altri segni, riconosciuto fu colui che era stato
ucciso essere stato Faziuolo e non Tedaldo; laonde il sospetto di lui
uscí a' fratelli e a ciascun altro.
[Voice: emilia]
Tedaldo adunque, tornato ricchissimo,
perseverò nel suo amare, e, senza piú turbarsi la donna, discretamente
operando, lungamente goderon del loro amore. Dio faccia noigoder del
nostro.