[Voice: boccaccio]
Sotto spezie di confessione e di
purissima conscienza una donna innamorata d'un giovane induce un
solenne frate, senza
avvedersene egli, a dar modo che 'l piacer di lei avesse intero
effetto.
[Voice: boccaccio]
Taceva già Pampinea, e l'ardire e la cautela del
pallafreniere era dà piú di loro stata lodata, e
similmente il senno del re, quando la reina, a Filomena voltatasi, le 'mpose il seguitare;
per la qual cosa Filomena vezzosamente cosí
incominciò a parlare.
[Voice: filomena]
Io intendo di raccontarvi una beffa che
fu da dovero fatta da una bella donna a uno solenne religioso, tanto
piú ad ogni secolar da piacere, quanto essi, il piú
stoltissimi e uomini di nuove maniere e costumi, si credono piú
che gli altri in ogni cosa valere e sapere, dove essi di gran lunga
sono da molto meno, sí come quegli che per viltà d'animo
non avendo argomento, come gli altri uomini, di civanzarsi, si
rifuggono dove aver possano da mangiar come il porco. La quale, o piacevoli donne, io racconterò non
solamente per seguire l'ordine imposto, ma ancora per farvi accorte
che eziandio i religiosi, a' quali noi, oltre modo credule, troppa
fede prestiamo, possono essere e sono alcuna volta, non che dagli
uomini, ma da alcuna di noi cautamente beffati.
[Voice: filomena]
Nella nostra città, piú d'inganni
piena che d'amore o di fede, non sono ancora molti anni passati, fu
una gentil donna di
bellezze ornata e di costumi, d'altezza d'animo e di sottili
avvedimenti quanto alcun'altra dalla natura dotata, il cui nome,
né ancora alcuno altro che alla presente novella appartenga,
come che io gli sappia, non intendo di palesare, per ciò che
ancora vivono di quegli che per questo si caricherebber di sdegno,
dove di ciò sarebbe con risa da trapassare.
[Voice: filomena]
Costei adunque, d'alto legnaggio
veggendosi nata e maritata ad uno artefice lanaiuolo, per ciò
che ricchissimo era, non potendo lo sdegno dell'animo porre in terra,
per lo quale estimava niuno uomo di bassa condizione, quantunque
ricchissimo fosse, esser di gentil donna degno; e veggendo lui ancora
con tutte le sue ricchezze da niuna altra cosa essere piú
avanti che da saper divisare un mescolato o fare ordire una tela o con
una filatrice disputare del filato, propose di non volere de' suoi
abbracciamenti in alcuna maniera se non in quanto negare non gli
potesse, ma di volere a sodisfazione di sé medesima trovare
alcuno, il quale piú di ciò che il lanaiuolo le paresse
che fosse degno. E innamorossi d'uno assai
valoroso uomo e di mezza età, tanto che, qual dí nol
vedea, non potea la seguente notte senza noia passare; ma il valente uomo, di
ciò non accorgendosi, niente ne curava, e ella, che molto cauta
era, né per ambasciata di femina né per lettera ardiva
di fargliele sentire, temendo de' pericoli possibili a avvenire.
[Voice: filomena]
E essendosi accorta che costui usava
molto con un religioso, il quale, quantunque fosse tondo e grosso
uomo, nondimeno, per ciò che di santissima vita era, quasi da
tutti avea di valentissimo frate fama, estimò costui dovere
essere ottimo mezzano tra lei e 'l suo amante. E avendo seco pensato
che modo tener dovesse, se n'andò a convenevole ora alla chiesa
dove egli dimorava, e fattosel chiamare, disse, quando gli piacesse,
da lui si volea confessare.
[Voice: filomena]
Il frate, vedendola, ed estimandola gentil
donna, l'ascoltò volentieri; ed essa dopo la confession disse:
"Padre mio, a me convien ricorrere a voi per aiuto
e per consiglio di ciò che voi udirete. Io so, come colei che detto ve l'ho, che voi conoscete
i miei parenti e 'l mio marito, dal quale io sono piú che la
vita sua amata, né alcuna cosa disidero che da lui, sí
come da ricchissimo uomo e che 'l può ben fare, io non l'abbia
incontanente; per le quali cose io piú che me stessa l'amo: e
lasciamo stare che io facessi, ma se io pur pensassi cosa niuna che
contro al suo onore e piacer fosse, niuna rea femina fu mai del fuoco
degna come sare' io. Ora uno (del quale nel
vero io non so il nome, ma persona da bene mi pare, e, se io non ne
sono ingannata, usa molto con voi) bello e grande della persona,
vestito di panni bruni assai onesti, forse non avvisandosi che io
cosí fatta intenzione abbia come io ho, pare che m'abbia posto
l'assedio, né posso farmi né a uscio né a
finestra, né uscir di casa, che egli incontanente non mi si
pari innanzi, e maravigliomi io come egli non è ora qui: di che
io mi dolgo forte, per ciò che questi cosí fatti modi
fanno sovente senza colpa alle oneste donne acquistar
biasimo. Hommi posto in cuore di fargliele
alcuna volta dire a' miei fratelli; ma poscia m'ho pensato che gli
uomini fanno alcuna volta l'ambasciate per modo che le risposte
seguitan cattive, di che nascon parole e dalle parole si perviene a'
fatti; per che, acciò che male e scandalo non ne nascesse, me
ne son taciuta, e diliberami di dirlo piú tosto a voi che ad
altrui, sí perché pare che suo amico siate, sí
ancora perché a voi sta bene di cosí fatte cose, non che
gli amici, ma gli strani ripigliare. Per che
io vi priego per solo Idio che voi di ciò il dobbiate
riprendere e pregare che piú questi modi non tenga. Egli ci
sono dell'altre donne assai le quali per avventura son disposte a
queste cose, e piacerà loro d'esser guatate e vagheggiate da
lui, là dove a me è gravissima noia, sí come a
colei che in niuno atto ho l'animo disposto a tal materia." E detto
questo, quasi lagrimar volesse, bassò la testa.
[Voice: filomena]
Il santo frate comprese incontanente che di colui
dicesse di cui veramente diceva, e commendata molto la donna di questa
sua disposizion buona, fermamente credendo quello esser vero che ella
diceva, le promise d'operar sí e per tal modo che piú da
quel cotale non le sarebbe dato noia; e conoscendola ricca molto, le
lodò l'opera della carità e della limosina, il suo
bisogno raccontandole.
[Voice: filomena]
A cui la donna disse: "Io ve ne
priego per Dio; e s'egli questo negasse, sicuramente gli dite che io
sia stata quella che questo v'abbia detto e siamevene doluta."
[Voice: filomena]
E quinci, fatta la confessione e presa la
penitenza, ricordandosi de' conforti datile dal frate dell'opera della
limosina, empiutagli nascosamente la man di denari, il pregò
che messe dicesse per l'anima dei morti suoi; e dai piè di lui
levatasi, a casa se ne tornò.
[Voice: filomena]
Al santo frate non dopo molto, sí come usato
era, venne il valente
uomo, col quale poi che d'una cosa e d'altra ebbero insieme
alquanto ragionato, tiratol da parte, per assai cortese modo il
riprese dello intendere e del guardare che egli credeva che esso
facesse a quella donna, sí come ella gli aveva dato
ad intendere. Il valente uomo si maravigliò,
sí come colui che mai guatata non l'avea e radissime volte era
usato di passare davanti a casa sua, e cominciò a volersi
scusare; ma il frate
non lo lasciò dire, ma disse egli: "Or non
far vista di maravigliarti, né perder parole in negarlo, per
ciò che tu non puoi; io non ho queste cose sapute da' vicini:
ella medesima, forte di te dolendosi, me l'ha dette. E quantunque a te queste ciance omai non ti stean bene,
ti dico io di lei cotanto, che, se mai io ne trovai alcuna di queste
sciocchezze schifa, ella è dessa; e per ciò, per onor di
te e per consolazione di lei, ti priego te ne rimanghi e lascila stare
in pace."
[Voice: filomena]
Il valente uomo, piú accorto
che 'l santo frate, senza troppo indugio la sagacità della
donna comprese, e
mostrando alquanto di vergognarsi, disse di piú non
intramettersene per innanzi; e dal frate partitosi, dalla casa
n'andò della donna, la quale sempre attenta stava ad una
picciola finestretta per doverlo vedere, se vi passasse. E vedendol venire, tanto lieta e tanto graziosa gli si
mostrò, che egli assai ben poté comprendere sé
avere il vero compreso dalle parole del frate; e da quel dí
innanzi assai cautamente, con suo piacere e con grandissimo diletto e
consolazion della donna, faccendo sembianti che altra faccenda ne
fosse cagione, continuò di passar per quella contrada.
[Voice: filomena]
Ma la donna dopo alquanto, già accortasi
che ella a costui cosí piacea come egli a lei, disiderosa di
volerlo piú accendere e certificare dell'amore che ella gli
portava, preso luogo e tempo, al santo frate se ne tornò, e
postaglisi nella chiesa a sedere a' piedi a piagnere
incominciò. Il frate, questo vedendo, la domandò
pietosamente che novella ella avesse.
[Voice: filomena]
La donna rispose: "Padre
mio, le novelle che io ho non sono altre che di quel maledetto da Dio
vostro amico, di cui io mi vi ramaricai l'altr'ieri, per ciò
che io credo che egli sia nato per mio grandissimo stimolo e per farmi
far cosa, che io non sarò mai lieta né mai ardirò
poi di piú pormivi a' piedi."
[Voice: filomena]
"Come!" disse il
frate"non
s'è egli rimaso di darti piú noia?"
[Voice: filomena]
"Certo no," disse
la donna"anzi, poi
che io mi vene dolfi, quasi come per un dispetto, avendo forse avuto
per male che io mi ve ne sia doluta, per ogni volta che passar vi
solea, credo che poscia vi sia passato sette. E or volesse Idio che il passarvi e il guatarmi gli
fosse bastato, ma egli è stato sí ardito e sí
sfacciato, che pure ieri mi mandò una femina in casa con sue
novelle e con sue frasche, e quasi come se io non avessi delle borse e
delle cintole, mi mandò una borsa e una cintola: il che io ho
avuta e ho sí forte per male, che io credo, se io non avessi
guardato al peccato, e poscia per vostro amore, io avrei fatto il
diavolo; ma pure mi son rattemperata, né ho voluto fare
né dire cosa alcuna che io non vel faccia prima
assapere. E oltre a questo, avendo io
già renduta indietro la borsa e la cintola alla feminetta che
recata l'avea, che gliele riportasse, e brutto commiato datole,
temendo che essa per sé non la tenesse e a lui; dicesse che io
l'avessi ricevuta, sí com'io intendo che elle fanno alcuna
volta, la richiamai indietro e piena di stizza gliele tolsi di mano e
holla recata a voi, acciò che voi gliele rendiate e gli diciate
che io non ho bisogno di sue cose per ciò che, la mercé
di Dio e del marito mio io ho tante borse e tante cintole che io ve
l'afogherei entro. E appresso questo,
sí come a padre mi vi scuso che, se egli di questo non si
rimane, io il dirò al marito mio e a' fratei miei, e avvegnane
che può; ché io ho molto piú caro che egli riceva
villania, se ricevere ne la dee, che io abbia biasimo per lui: frate,
bene sta."
[Voice: filomena]
E detto questo, tuttavia piagnendo forte,
si trasse di sotto alla guarnacca una bellissima e ricca borsa con una
leggiadra e cara cinturetta, e gittolle in grembo al frate; il quale, pienamente
credendo ciò che la donna diceva, turbato oltre misura le
prese, e disse: "Figliuola, se tu di queste cose ti
crucci, io non me ne maraviglio né te ne so ripigliare; ma lodo
molto che tu in questo seguiti il mio consiglio. Io il ripresi l'altr'ieri, ed egli m'ha male attenuto
quello che egli mi promise: per che, tra per quello e per questo che
nuovamente fatto ha, io gli credo per sí fatta maniera
riscaldare gli orecchi; che egli piú briga non ti darà;
e tu colla benedizion d'Iddio non ti lasciassi vincer tanto all'ira,
che tu ad alcuno dei tuoi il dicessi, ché gli ne potrebbe
troppo di mal seguire. Né dubitar che mai di questo biasimo ti
segua, ché io sarò sempre e dinanzi a Dio e dinanzi agli
uomini fermissimo testimonio della tua onestà."
[Voice: filomena]
La donna fece sembiante di riconfortarsi
alquanto, e lasciate queste parole, come colei che l'avarizia sua e
degli altri conoscea, disse: "Messere, a queste notti mi sono
appariti piú miei parenti, e parmi che egli sieno in
grandissime pene, e non domandino altro che limosine, e spezialmente
la mamma mia, la quale mi pare sí afflitta e cattivella, che
è una pietà a vedere. Credo
che ella porti grandissime pene di vedermi in questa tribulazione di
questo nemico d'Iddio, e per ciò vorrei che voi mi diceste per
l'anime loro le quaranta messe di san Grigorio e delle vostre
orazioni, acciò che Idio gli tragga di quel fuoco pennace;"
e cosí detto, gli pose in mano un fiorino.
[Voice: filomena]
Il santo frate lietamente il prese, e con buone
parole e con molti essempli confermò la divozion di costei: e
datale la sua benedizione, la lasciò andare. E partita la donna, non accorgendosi
ch'egli era uccellato, mandò per l'amico suo: il quale venuto,
e vedendol turbato, in contanente s'avisò che egli avrebbe
novelle dalla donna, e aspettò che dir volesse il
frate. Il quale, ripetendogli le parole
altre volte dettegli e di nuovo ingiuriosamente e crucciato
parlandogli, il riprese molto di ciò che detto gli avea la
donna che egli doveva aver fatto. Il valente uomo, che ancor non vedea a
che il frate riuscir volesse, assai tiepidamente negava sé aver
mandata la borsa e la cintura, acciò che al frate non togliesse
fede di ciò, se forse data gliele avesse la donna.
[Voice: filomena]
Ma il frate, acceso forte, disse: "Come il puoi tu negare, malvagio uomo? Eccole,
ché ella medesima piagnendo me l'ha recate; vedi se tu le
conosci!"
[Voice: filomena]
Il valente uomo, mostrando di
vergognarsi forte, disse: "Mai sí che
io le conosco, e confessovi che io feci male, e giurovi che, poi che
io cosí la veggio disposta, che mai di questo voi non sentirete
piú parola."
[Voice: filomena]
Ora le parole fur molte; alla fine il
frate montone diede la
borsa e la cintura all'amico suo, e dopo molto averlo ammaestrato e
pregato che piú a queste cose non attendesse, ed egli
avendogliele promesso, il licenziò. Il valente uomo, lietissimo e della
certezza che aver gli parea dello amor della donna e del bel dono, come dal frate
partito fu, in parte n'andò dove cautamente fece alla sua donna
vedere che egli avea e l'una e l'altra cosa: di che la donna fu molto contenta, e
piú ancora per ciò che le parea che 'l suo avviso
andasse di bene in meglio. E niuna altra cosa aspettando se non che il
marito andasse in alcuna parte per dare all'opera compimento, avvenne
che per alcuna cagione non molto dopo a questo convenne al marito
andare infino a Genova.
[Voice: filomena]
E come egli fu la mattina montato a
cavallo e andato via, cosí la donna n'andò al santo frate e dopo molte
querimonie piagnendo gli disse: "Padre mio, or vi
dico io bene che io non posso piú sofferire; ma per ciò
che l'altr'ieri io vi promisi di niuna cosa farne che io prima nol vi
dicessi, son venuta ad iscusarmivi, e acciò che voi crediate
che io abbia ragione e di piagnere e di ramaricarmi, io vi voglio dire
ciò che 'l vostro amico, anzi diavolo del Ninferno, mi fece
stamane poco innanzi mattutino. Io non so
qual mala ventura gli facesse assapere che il marito mio andasse ier
mattina a Genova: se non
che stamane, all'ora che io v'ho detta, egli entrò in un mio
giardino e vennesene su per uno albero alla finestra della camera mia,
la qual è sopra 'l giardino. E già aveva la finestra
aperta e voleva nella camera entrare, quando io destatami subito mi
levai, e aveva cominciato a gridare e avrei gridato, se non che egli,
che ancora dentro non era, mi chiese mercé per Dio e per voi,
dicendomi chi egli era; laonde io udendolo per amor di voi tacqui, e
ignuda come io nacqui corsi e serra' gli la finestra nel viso, e egli
nella sua malora credo che se ne andasse, per ciò che poi
piú nol sentii. Ora, se questa
è bella cosa e è da sofferire, vedetel voi: io per me
non intendo di piú comportargliene, anzi ne gli ho io bene per
amor di voi sofferte troppe."
[Voice: filomena]
Il frate, udendo questo, fu il piú
turbato uomo del mondo, e non sapeva che dirsi, se non che piú
volte la domandò se ella aveva ben conosciuto che egli non
fosse stato altri.
[Voice: filomena]
A cui la donna rispose: "Lodato
sia Idio, se io non conosco ancor lui da un altro! Io vi dico che fu
egli, e perché egli il negasse non gliele credete".
[Voice: filomena]
Disse allora il frate: "Figliuola, qui
non ha altro da dire se non che questo è stato troppo grande
ardire e troppo mal fatta cosa, e tu facesti quello che far dovevi di
mandarnelo come facesti. Ma io ti voglio
pregare, poscia che Idio ti guardò di vergogna, che, come due
volte seguito hai il mio consiglio, cosí ancora questa volta
facci, cioè che senza dolertene a alcun tuo parente lasci fare
a me, a veder se io posso raffrenare questo diavolo scatenato, che io
credeva che fosse un santo: e se io posso tanto fare che io il tolga
da questa bestialità, bene sta; e se io non potrò,
infino a ora con la mia benedizione ti do la parola che tu ne facci
quello che l'animo ti giudica che ben sia fatto".
[Voice: filomena]
"Ora ecco" disse la
donna"per questa
volta io non vi voglio turbare né disubidire; ma sí
adoperate che egli si guardi di piú noiarmi, ché io vi
prometto di non tornar piú per questa cagione a voi;" e
senza piú dire, quasi turbata, dal frate si partí.
[Voice: filomena]
Né era appena ancor fuor della
chiesa la donna, che
il valente uom
sopravenne e fu chiamato dal frate, al quale, da parte tiratol, esso
disse la maggior villania che mai ad uomo fosse detta, disleale e
spergiuro e traditor chiamandolo. Costui, che già due altre
volte conosciuto avea che montavano i mordimenti di questo frate,
stando attento, e con risposte perplesse ingegnandosi di farlo
parlare, primieramente disse: "Perché
questo cruccio, messere? Ho io crocifisso Cristo?"
[Voice: filomena]
A cui il frate rispose: "Vedi
svergognato! odi ciò ch'e' dice! Egli parla né piú
né meno come se uno anno o due fosser passati e per la
lunghezza del tempo avesse le sue tristizie e disonestà
dimenticate. Ètti egli da stamane a matutino in qua uscito di
mente l'avere altrui ingiuriato? ove fostú stamane poco avanti
al giorno?"
[Voice: filomena]
Rispose il valente uomo: "Non so io ove io mi fui; molto tosto ve
n'è giunto il messo."
[Voice: filomena]
"Egli è il
vero" disse il frate"che il messo me n'è
giunto; io m'avviso che tu ti credesti, per ciò che il marito
non c'era, che la gentil donna ti dovesse incontanente ricevere in
braccio. Hi meccere: ecco onesto uomo! è divenuto andator di
notte, apritor di giardini e salitor d'alberi. Credi tu per improntitudine vincere la santità
di questa donna, che le vai alle finestre su per gli alberi la notte?
Niuna cosa è al mondo che a lei dispiaccia, come fai tu; e tu
pur ti vai riprovando. In verità, lasciamo stare che ella te
l'abbia in molte cose mostrato, ma tu ti se' molto bene ammendato per
li miei gastigamenti. Ma cosí ti vo'
dire: ella ha infino a qui, non per amore che ella ti porti ma ad
instanzia de' prieghi miei, taciuto di ciò che fatto hai; ma
essa non tacerà piú; conceduta l'ho la licenzia che, se
tu piú in cosa alcuna le spiaci, ch'ella faccia il parer
suo. Che farai tu, se ella il dice a' fratelli?"
[Voice: filomena]
Il valente uomo, avendo assai compreso
di quello che gli bisognava, come meglio seppe e poté con molte
ampie promesse racchetò il frate; e da lui partitosi, come il
matutino della seguente notte fu, cosí egli nel giardino
entrato e su per lo albero salito e trovata la finestra aperta, se
n'entrò nella camera, e come piú tosto poté nelle
braccia della sua bella donna si mise. La
quale, con grandissimo disidero avendolo aspettato, lietamente il
ricevette, dicendo: "Gran mercé a messer lo
frate, che cosí bene t'insegnò la via da venirci." E
appresso, prendendo l'un dell'altro piacere, ragionando e ridendo
molto della simplicità del frate bestia, biasimando i lucignoli
e' pettini e gli scardassi, insieme con gran diletto si
sollazzarono.
[Voice: filomena]
E dato ordine a' lor fatti, sí
fecero, che senza aver piú a tornare a messer lo frate, molte
altre notti con pari letizia insieme si ritrovarono: alle quali io priego Idio per la sua santa
misericordia che tosto conduca me e tutte l'anime cristiane che voglia
n'hanno.