[Voice: boccaccio]
Rinaldo d'Asti, rubato, capita a Castel Guiglielmo e
è albergato da una donna vedova; e, de' suo' danni
ristorato, sano e salvo si torna a casa sua.
[Voice: boccaccio]
Degli accidenti di Martellino da Neifile raccontati senza modo risero le
donne, e massimamente tra' giovani Filostrato; al quale, per ciò che
appresso di Neifile
sedea, comandò la reina che novellando la seguitasse. Il quale
senza indugio alcuno incominciò:
[Voice: filostrato]
Belle donne, a raccontarsi mi tira una
novella di cose catoliche e di sciagure e d'amore in parte mescolata,
la quale per avventura non fia altro che utile avere udita; e
spezialmente a coloro li quali per li dubbiosi paesi d'amore sono
caminanti, ne' quali chi non ha detto il paternostro di san Giuliano
spesse volte, ancora che abbia buon letto, alberga male.
[Voice: filostrato]
Era adunque, al tempo del marchese Azzo da Ferrara,
un mercatante chiamato Rinaldo
d'Asti per sue bisogne venuto a Bologna; le quali avendo fornite e a casa
tornandosi, avvenne che, uscito di Ferrara e cavalcando verso Verona, s'abbatté in
alcuni li quali mercatanti parevano, e erano masnadieri e uomini di
malvagia vita e condizione, con li quali ragionando incautamente
s'accompagnò. Costoro, veggendol
mercatante e stimando lui dovere portar denari, seco diliberarono che,
come prima tempo si vedessero, di rubarlo: e per ciò,
acciò che egli niuna suspeccion prendesse, come uomini modesti
e di buona condizione pure d'oneste cose e di lealtà andavano
con lui favellando, rendendosi in ciò che potevano e sapevano
umili e benigni verso di lui: per che egli gli avergli trovati si
reputava in gran ventura, per ciò che solo era con un suo fante
a cavallo.
[Voice: filostrato]
E cosí camminando, d'una cosa in
altra, come ne' ragionamenti addivien, trapassando, caddero in sul
ragionare delle orazioni che gli uomini fanno a Dio; e l'uno de'
masnadieri, che eran tre, disse verso Rinaldo: "E voi,
gentile uomo, che orazione usate di dir camminando?"
[Voice: filostrato]
Al quale Rinaldo rispose: "Nel
vero io sono uomo di queste cose materiale e rozzo, e poche orazioni
ho per le mani, sí come colui che mi vivo all'antica e lascio
correr due soldi per ventiquatro denari; ma nondimeno ho sempre avuto
in costume, camminando, di dir la mattina, quando esco dell'albergo,
un paternostro e una avemaria per l'anima del padre e della madre di
san Giuliano, dopo il quale io priego Idio e lui che la seguente notte
mi deano buono albergo. E assai volte
già de' miei dí sono stato, camminando, in gran
pericoli, de' quali tutti scampato pur sono la notte poi stato in buon
luogo e bene albergato: per che io porto ferma credenza che san
Giuliano, a cui onore io il dico, m'abbia questa grazia impetrata da
Dio; né mi parrebbe il dí bene potere andare né
dovere la notte vegnente bene arrivare, che io non l'avessi la mattina
detto".
[Voice: filostrato]
A cui colui, che domandato l'avea, disse:
"E istamane dicestel voi?"
[Voice: filostrato]
A cui Rinaldo rispose: "Sí bene".
[Voice: filostrato]
Allora quegli, che già sapeva come
andar doveva il fatto, disse seco medesimo: "Al
bisogno ti fia venuto, ché, se fallito non ci viene, per mio
avviso tu albergherai pur male"; e poi
gli disse: "Io similmente ho già molto camminato e mai nol
dissi, quantunque io l'abbia a molti molto udito già
commendare, né giammai non m'avenne che io per ciò altro
che bene albergassi; e questa sera per avventura ve ne potrete
avvedere chi meglio albergherà, o voi che detto l'avete o io
che non l'ho detto. Bene è il vero che io uso in luogo di
quello il Dirupisti o la 'Ntemerata o il Deprofundi, che sono, secondo
che una mia avola mi solea dire, di grandissima virtú".
[Voice: filostrato]
E cosí di varie cose parlando e al
lor cammin procedendo e aspettando luogo e tempo al lor malvagio
proponimento, avvenne che, essendo già tardi, di là dal
Castel
Guiglielmo, al valicar d'un fiume questi tre, veggendo l'ora tarda e
il luogo solitario e chiuso, assalitolo il rubarono, e, lui a
piè e in camiscia lasciato, partendosi dissero: "Va e sappi se il tuo san Giuliano questa notte ti
darà buono albergo, ché il nostro il darà bene a
noi"; e valicato il fiume andaron via.
[Voice: filostrato]
Il fante di Rinaldo veggendolo assalire, come
cattivo, niuna cosa al suo aiuto adoperò, ma volto il cavallo
sopra il quale era non si ritenne di correre sí fu a Castel Guiglielmo, e
in quello, essendo già sera, entrato, senza darsi altro
impaccio albergò.
[Voice: filostrato]
Rinaldo, rimaso in camiscia e scalzo,
essendo il freddo grande e nevicando tuttavia forte, non sappiendo che
farsi, veggendo già sopravenuta la notte, tremando e battendo i
denti, cominciò a riguardare se da torno alcuno ricetto si
vedesse dove la notte potesse stare, che non si morisse di freddo; ma
niun veggendone, per ciò che poco davanti essendo stata guerra
nella contrada v'era ogni cosa arsa, sospinto dalla freddura,
trottando si dirizzò verso Castel Guiglielmo, non sappiendo
perciò che il suo fante là o altrove si fosse fuggito,
pensando, se dentro entrar vi potesse, qualche soccorso gli manderebbe
Idio. Ma la notte obscura il sopraprese di
lungi dal castello presso a un miglio: per la
qual cosa sí tardi vi giunse, che, essendo le porti serrate e i
ponti levati, entrar non vi poté dentro. Laonde, dolente e isconsolato piagnendo, guardava
dintorno dove porre si potesse, che almeno addosso non gli nevicasse:
e per avventura vide una casa sopra le mura del castello sportata alquanto in
fuori, sotto il quale sporto diliberò d'andarsi a stare infino
al giorno. E là andatosene e sotto quello sporto trovato uno
uscio, come che serrato fosse, a piè di quello ragunato
alquanto di pagliericcio che vicin v'era, tristo e dolente si pose a
stare, spesse volte dolendosi a san Giuliano, dicendo questo non
essere della fede che aveva in lui. Ma san
Giuliano, avendo a lui riguardo, senza troppo indugio gli
apparecchiò buono albergo.
[Voice: filostrato]
Egli era in questo castello una donna vedova, del corpo bellissima quanto
alcuna altra, la quale il marchese Azzo amava quanto la vita sua e
quivi a instanzia di sé la facea stare: e dimorava la predetta
donna in quella casa,
sotto lo sporto della quale Rinaldo s'era andato a
dimorare. E era il dí dinanzi per
avventura il marchese quivi venuto per doversi la notte giacere con
essolei, e in casa di lei medesima tacitamente aveva fatto fare un
bagno e nobilmente da cena. E essendo ogni cosa presta (e niuna altra
cosa che la venuta del marchese era da lei aspettata) avvenne che un
fante giunse alla porta, il quale recò novelle al marchese per
le quali a lui subitamente cavalcar convenne: per la qual cosa,
mandato a dire alla donna che non l'attendesse, prestamente
andò via. Onde la donna, un poco sconsolata, non sappiendo
che farsi, diliberò d'entrare nel bagno fatto per lo marchese e
poi cenare e andarsi a letto; e cosí nel bagno se
n'entrò.
[Voice: filostrato]
Era questo bagno vicino all'uscio dove il
meschino Rinaldo
s'era accostato fuori della terra; per che, stando la donna nel bagno,
sentí il pianto e 'l triemito che Rinaldo faceva, il quale pareva diventato
una cicogna: laonde, chiamata la sua fante, le disse: "Va
sú e guarda fuori del muro a piè di questo uscio chi
v'è e chi egli è e quel ch'el vi fa". La fante andò e aiutandola la
chiarità dell'aere vide costui in camiscia e scalzo quivi
sedersi, come detto è, tremando forte; per che ella il
domandò chi el fosse. E Rinaldo, sí forte
tremando che appena poteva le parole formare, chi el fosse e come e
perché quivi quanto piú brieve poté le disse: e
poi pietosamente la cominciò a pregare che, se esser potesse,
quivi non lo lasciasse di freddo la notte morire. La fante, divenutane pietosa, tornò
alla donna e ogni
cosa le disse. La qual similmente pietà avendone, ricordatasi
che di quello uscio aveva la chiave, il quale alcuna volta serviva
alle occulte entrate del marchese, disse: "Va e
pianamente gli apri; qui è questa cena e non saria chi
mangiarla, e da poterlo albergar ci è assai".
[Voice: filostrato]
La fante,
di questa umanità avendo molto
commendata la donna,
andò e sí gli aperse; e dentro messolo, quasi assiderato
veggendolo, gli disse la donna: "Tosto, buono
uomo, entra in quel bagno, il quale ancora è caldo".
[Voice: filostrato]
E egli questo, senza piú inviti
aspettare, di voglia fece: e tutto dalla caldezza di quello
riconfortato da morte a vita gli parve esser tornato. La donna gli fece apprestare
panni stati del marito di lei poco tempo davanti morto, li quali, come
vestiti s'ebbe, a suo dosso fatti parevano; e aspettando quello che la
donna gli comandasse
incominciò a ringraziare Idio e san Giuliano che di sí
malvagia notte, come egli aspettava, l'avevano liberato e a buono
albergo, per quello che gli pareva, condotto. Appresso questo la donna, alquanto riposatasi, avendo fatto
fare un grandissimo fuoco in una sua camminata, in quella se ne venne
e del buono uomo domandò che ne fosse.
[Voice: filostrato]
A cui la fante rispose: "Madonna, egli s'è rivestito e è un
bello uomo e pare persona molto da bene e costumato".
[Voice: filostrato]
"Va dunque," disse
la donna"e
chiamalo e digli che qua se ne venga: al fuoco e si cenerà,
ché so che cenato non ha".
[Voice: filostrato]
Rinaldo nella camminata entrato, e
veggendo la donna e
da molto parendogli, reverentemente la salutò e quelle grazie
le quali seppe maggiori del beneficio fattogli le
rendé. La donna, vedutolo e uditolo e parendole
quello che la fante
dicea, lietamente il ricevette e seco al fuoco familiarmente il
fé sedere e dello accidente che quivi condotto l'avea il
domandò: alla quale Rinaldo per ordine ogni cosa
narrò. Aveva la donna, nel venire del fante di Rinaldo nel castello, di questo
alcuna cosa sentita, per che ella ciò che da lui era detta
interamente credette, e sí gli disse ciò che del suo
fante sapea e come leggiermente la mattina appresso ritrovare il
potrebbe. Ma poi che la tavola fu messa,
come la donna volle,
Rinaldo con lei
insieme, le mani lavatesi, si pose a cenare. Egli era grande della persona e bello e piacevole nel
viso e di maniere assai laudevoli e graziose e giovane di mezza
età; al quale la donna avendo piú volte posto
l'occhio addosso e molto commendatolo, e già, per lo marchese
che con lei doveva venire a giacersi, il concupiscibile appetito
avendo desto nella mente ricevuto l'avea. Dopo la cena, da tavola
levatasi, con la sua fante si consigliò se ben fatto le paresse
che ella, poi che il marchese beffata l'avea, usasse quel bene che
innanzi l'aveva la fortuna mandato.
[Voice: filostrato]
La fante, conoscendo il disiderio della sua
donna, quanto
poté e seppe a seguirlo la confortò; per che la donna, al fuoco tornatasi
dove Rinaldo solo
lasciato aveva, cominciatolo amorosamente a guardare, gli disse:
"Deh, Rinaldo, perché
state voi cosí pensoso? non credete voi potere essere
ristorato d'un cavallo e d'alquanti panni che voi abbiate perduti?
Confortatevi, state lietamente, voi siete in casa vostra. Anzi vi
voglio dir piú avanti: che, veggendovi cotesti panni indosso,
li quali del mio morto marito furono, parendomi voi pur desso,
m'è venuta stasera forse cento volte voglia d'abracciarvi e di
basciarvi: e, s'io non avessi temuto che dispiaciuto vi fosse, per
certo io l'avrei fatto".
[Voice: filostrato]
Rinaldo, queste parole udendo e il
lampeggiar degli occhi della donna veggendo, come colui che mentacatto
non era, fattolesi incontro con le braccia aperte, disse: "Madonna, pensando che io per voi possa omai sempre
dire che io sia vivo, a quello guardando donde torre mi faceste, gran
villania sarebbe la mia se io ogni cosa che a grado vi fosse non
m'ingegnassi di fare; e però contentate il piacer vostro
d'abracciarmi e di basciarmi, ché io abraccerò e
bascerò voi vie piú che volentieri".
[Voice: filostrato]
Oltre a queste non bisognar piú
parole. La donna, che
tutta d'amoroso disio ardeva, prestamente gli si gittò nelle
braccia; e poi che mille volte, disiderosamente strignendolo, basciato
l'ebbe e altrettante da lui fu basciata, levatisi di quindi nella
camera se ne andarono, e senza niuno indugio coricatisi pienamente e
molte volte, anzi che il giorno venisse, i loro disii adempierono.
Ma poi che a apparir cominciò
l'aurora, sí come alla donna piacque levatisi, acciò che
questa cosa non si potesse presummere per alcuno, datigli alcuni panni
assai cattivi e empiutagli la borsa di denari, pregandolo che questo
tenesse celato, avendogli prima mostrato che via tener dovesse a venir
dentro a ritrovare il fante suo, per quel usciolo onde era entrato il
mise fuori.
[Voice: filostrato]
Egli, fatto dí chiaro, mostrando
di venire di piú lontano, aperte le porte, entrò nel
castello e
ritrovò il suo fante; per che, rivestitosi de' panni suoi che
nella valigia erano e volendo montare in sul cavallo del fante, quasi
per divino miracolo addivenne che li tre masnadieri che la sera
davanti rubato l'aveano, per altro maleficio da lor fatto poco poi
appresso presi, furono in quello castel menati; e per confessione da
loro medesimi fatta, gli fu restituito il suo cavallo, i panni e i
denari, né ne perdé altro che un paio di cintolini de'
quali non sapevano i masnadieri che fatto se n'avessero. Per la qual cosa Rinaldo, Idio e san Giulian ringraziando,
montò a cavallo e sano e salvo ritornò a casa sua; e i
tre masnadieri il dí seguente andaro a dare de' calci a
rovaio.