[Voice: boccaccio]
L'aurora già di vermiglia
cominciava, appressandosi il sole, a divenir rancia, quando la
domenica, la reina levata
e fatta tutta la sua compagnia levare e avendo già il
siniscalco gran pezzo davanti mandato al luogo dove andar doveano
assai delle cose oportune e chi quivi preparasse quello che bisognava,
veggendo già la reina in cammino, prestamente fatta ogni altra
cosa caricare, quasi quindi il campo levato, con la salmeria
n'andò e con la famiglia rimasa appresso delle donne e de'
signori.
[Voice: boccaccio]
La reina adunque con lento passo, accompagnata e
seguita dalle sue donne e dai tre giovani, alla guida del canto di
forse venti usignuoli e altri uccelli, per una vietta non troppo usata
ma piena di verdi erbette e di fiori, li quali per lo sopravegnente
sole tutti s'incominciavano a aprire, prese il cammino verso
l'occidente, e cianciando e motteggiando e ridendo con la sua brigata,
senza essere andata oltre a dumilia passi, assai avanti che mezza
terza fosse ad un bellissimo e ricco palagio, il quale alquanto
rilevato dal piano sopra un poggetto era posto, gli ebbe
condotti. Nel quale entrati e per tutto
andati, e avendo le gran sale, le pulite e ornate camere compiutamente
ripiene di ciò che a camera s'appartiene, sommamente il
commendarono e magnifico reputarono il signor di quello. Poi, abbasso
discesi, e veduta l'ampissima e lieta corte di quello, le volte piene
d'ottimi vini e la freddissima acqua e in gran copia che quivi surgea,
piú ancora il lodarono. Quindi, quasi di riposo vaghi, sopra
una loggia che la corte tutta signoreggiava, essendo ogni cosa piena
di quei fiori che concedeva il tempo e di frondi, postesi a sedere,
venne il discreto siniscalco, e loro con preziosissimi confetti e
ottimi vini ricevette e riconfortò.
[Voice: boccaccio]
Appresso la qual cosa, fattosi aprire un
giardino che
di costa era al palagio, in quello, che tutto era
dattorno murato, se n'entrarono; e parendo loro nella prima entrata di
maravigliosa bellezza tutto insieme, piú attentamente le parti
di quello cominciarono a riguardare. Esso
avea dintorno da sé e per lo mezzo in assai parti vie
ampissime, tutte diritte come strale e coperte di pergolati di viti,
le quali facevan gran vista di dovere quello anno assai uve fare, e
tutte allora fiorite sí grande odore per lo giardin rendevano,
che, mescolato insieme con quello di molte altre cose che per lo
giardino olivano, pareva loro essere tra tutta la spezieria che mai
nacque in Oriente. Le latora delle quali vie tutte di rosa' bianchi e
vermigli e di gelsomini erano quasi chiuse: per le quali cose, non che
la mattina, ma qualora il sole era piú alto, sotto odorifera e
dilettevole ombra, senza esser tocco da quello, vi si poteva per tutto
andare. Quante e quali e come ordinate poste
fossero le piante che erano in quel luogo, lungo sarebbe a raccontare;
ma niuna n'è laudevole, la quale il nostro aere patisca, di che
quivi non sia abondevolmente. Nel mezzo del
quale, quello che è non meno commendabile che altra cosa che vi
fosse ma molto piú, era un prato di minutissima erba e verde tanto,
che quasi nera parea, dipinto tutto forse di mille varietà di
fiori, chiuso dintorno di verdissimi e vivi aranci e di cedri, li
quali, avendo i vecchi frutti e' nuovi e i fiori ancora, non solamente
piacevole ombra agli occhi, ma ancora all'odorato facevan piacere.
Nel mezzo del qual prato era una fonte di marmo
bianchissimo e con maravigliosi intagli: iv'entro, non so se da
natural vena o da artificiosa, per una figura, la quale sopra una
colonna che nel mezzo di quella diritta era, gittava tanta acqua e
sí alta verso il cielo, che poi non senza dilettevol suono
nella fonte chiarissima ricadea, che di meno avria macinato un
mulino. La qual poi, quella dico che
soprabbondava al pieno della fonte, per occulta via del pratello
usciva e, per canaletti assai belli e
artificiosamente fatti, fuori di quello divenuta palese, tutto lo
'ntorniava; e quindi per canaletti simili quasi per ogni parte del
giardin
discorrea, raccogliendosi ultimamente in una parte dalla quale del bel
giardino avea l'uscita, e quindi verso il pian discendendo
chiarissima, avanti che a quel divenisse, con grandissima forza e con
non piccola utilità del signore, due mulina volgea.
[Voice: boccaccio]
Il veder questo giardino, il suo bello ordine, le
piante e la fontana co' ruscelletti procedenti da quella tanto piacque
a ciascuna donna e a' tre giovani, che tutti cominciarono a affermare
che, se Paradiso si potesse in terra fare, non sapevano conoscere che
altra forma che quella di quel giardino gli si potesse dare, né
pensare, oltre a questo, qual bellezza gli si potesse agiugnere.
Andando adunque contentissimi dintorno per
quello, faccendosi di varii rami d'albori ghirlande bellissime,
tuttavia udendo forse venti maniere di canti d'uccelli quasi a pruova
l'un dell'altro cantare, s'accorsero d'una dilettevol bellezza, della
quale, dall'altre soprappresi, non s'erano ancora accorti: ché essi videro il giardin pieno forse di cento
varietà di belli animali, e l'uno all'altro mostrandolo, d'una
parte uscir conigli, d'altra parte correr lepri, e dove giacer
cavriuoli e in alcuna cerbiatti giovani andar pascendo e, oltre a
questi, altre piú maniere di non nocivi animali, ciascuno a suo
diletto, quasi dimestichi, andarsi a sollazzo: le quali cose, oltre
agli altri piaceri, un vie maggior piacere aggiunsero. Ma poi che assai, or questa cosa or quella veggendo,
andati furono, fatto dintorno alla bella fonte metter le tavole e quivi prima
sei canzonette cantate e alquanti balli fatti, come alla reina
piacque, andarono a mangiare: e con grandissimo e bello e riposato
ordine serviti e di buone e dilicate vivande, divenuti piú
lieti sú si levarono, e a' suoni e a' canti e a' balli da capo
si dierono, infino che alla reina, per lo caldo sopravvegnente, parve ora
che, a cui piacesse, s'andasse a dormire. De' quali chi vi andò e chi, vinto dalla
bellezza del luogo, andar non vi volle, ma quivi dimoratisi, chi a
legger romanzi, chi a giucare a scacchi e chi a tavole, mentre gli a
ltri dormiron, si diede.
[Voice: boccaccio]
Ma, poi che, passata la nona, ciascuno
levato si fu, e il viso colla fresca acqua rinfrescato s'ebbero, nel
prato, sí come
alla reina piacque,
vicini alla fontana venutine, e in quello
secondo il modo usato postisi a sedere, ad aspettar cominciarono di
dover novellare sopra la materia dalla reina proposta. De' quali il
primo a cui la reina tal carico impose fu Filostrato, il quale cominciò in
questa guisa.